I’ll show u the Pavans

Sono le 14,30 circa, o almeno credo, fa un caldo assassino e io devo fare pianissimo perché mia suocera sta cercando di dormire e allo stesso tempo sta cercando di captare qualche piccolo rumore per poter odiare tutti gli altri che invece dormono tranquillamente. Pomodoris e PCLPLDCDNT dormono tranquillamente… Bene qualcuno ha appena suonato. La guerra è iniziata!

È passata una settimana dal nostro sbarco in Italia, a me invece sembra di essere qui da mezz’oretta soltanto. In realtà non ci credo ancora, non mi sembra di essere a casa, non ci credo che siamo in famiglia, quando mi sveglio mi sembra strano l’odore di casa, non mi sono ancora abituata.

Oggi finché pensavo alle attività da far fare ai bambini, al nuovo tatuaggio da farmi e alla giornata persa al mare mi sono ricordata che non ho mai presentato la mia famiglia e la mia vita a tutti i miei amati lettori. Lo so, questa è una cosa che va fatta all’inizio, a metà non interessa a nessuno, voi volete sapere se mi manca l’India o no, non vi interessano questi racconti da piazza. Ma io sento che devo farlo. Preparatevi perché ne sentirete delle belle.

Partiamo da PCLPLDCDNT (persona che lavora per la ditta colpevole del nostro trasferimento) è una persona buona ma dall’animo cattivo, sotto sotto vorrebbe partire dall’India e conquistare tutta l’Asia (come a Risiko) si fa amare dagli indiani ma lo fa solo per scopi oscuri. Ovviamente io l’ho sposato per questo, non riusciamo a sopportarci per più di cinque minuti, più e più volte abbiamo tentato di conquistare il territorio dell’altro. Nato come musicista, cresciuto come musicista e ribelle paesano, diventa un abbindolatore al servizio di una terribile azienda che conscia del suo potenziale decide di spedirlo in India per un workshop a lungo termine di nervosismo-cattiveria-amore-odio e lavoro a ritmi sfrenati!

Sultano: salutista, sportivo, ciclista, appassionato di tutto, abile ascoltatore e facile preda per venditori di niente! Il Sultano odia la cucina di PCLPLDCDNT perché ricca di grassi, la frase più eclatante è stata: “per questo resti grasso perché mangi solo grasso” detto con tono accusatore che non si sentiva dai tempi del terzo Reich. Ama lo yoga, lo pratica ogni mattina prima della sua sana colazione a base di cereali e medicinali! Vittima delle donne che si è portato in casa, ama la vita all’aria aperta e la parola “demonio schifoso”. Ex falegname, uomo tuttofare assolutamente contrario ai miei piercing e tatuaggi. Nella vita di tutti i giorni lo chiamo Sultano o papà.

Ciana: infermiera, sposata con Sultano, non salutista, ciclista un po’ per scelta un po’ perché il Sultano l’ha trascinata a forza. Potente nemica del Sultano nei litigi quotidiani, lettrice accanita (soprattutto dei libri che finiscono male). Adora viaggiare e questo fa imbestiare il Sultano che a Cuba preferiva Sottomarina, sperimentatrice di torte non light, nonna di tantissimi bambini che non la ricorderanno mai, amante del suo lavoro. Assolutamente contraria ai miei piercing e tatuaggi anche se una volta mia zia mi ha rivelato che la Ciana apprezza un sacco il mio cuore con la scritta mamma. Nella vita di tutti i giorni la chiamo Ciana o mamma.

La sorella: mia sorella è bionda e ha gli occhi azzurri, solo questo vi fa capire quanto siamo diverse. Frutto del Sultano e della Ciana, nemica n.1 del Sultano. Precisa e metodica, se gli sposti una cosa lei lo scoprirà subito, padrona indiscussa del salotto per anni (non potevi entrare se non volevi rischiare il linciaggio), ormai donna votata all’ammore. Fisicamente identica un po’ al Sultano un po’ alla Ciana. Grazie a lei la frase “demonio schifoso” è diventata la più gettonata. Non ama mangiare e questo è inspiegabile per il Sultano e la Ciana che ormai da anni si sono rassegnata a non avere una figlia decente e normale.

La suocera: donna franca di poche parole con gli sconosciuti e tante parole con i conosciuti, chi la conosce sa di che esperimento raro sto parlando. Suocera I love u e lo sai. Mi fermo qua perché sta leggendo e non posso espormi troppo!

Pomodoris: detto anche il suocero, ama fare tutto anche quello che non sa fare. Adora inventare ricette e aggiungere alcool anche nelle cose più impensabili. PCLPLDCDNT ha preso un po’ dalla suocera un po’ da pomodoris adesso capite chi mi sono portata a casa! Pomodoris fondamentalmente è un po’ pazzo, si diverte a inventare l’inglese, inventare storie e inventare barzellette. Pomodoris è un attore e vi ho già detto tutto!

Fede: la fede ha un legame di sangue con mio marito, ma non solo. I due sono identici, sembrano gemelli, solo che la Fede è buona veramente. Manca di quel pizzico di cattiveria che contraddistingue l’essere umano normale. Non critica apertamente nessuno, non litiga (quasi)  con nessuno, lavora sempre e continuamente, ama il suo secondo lavoro. Nemica n.1 della suocera. La suocera accusa PCLPLDCDNT di aver trasformato la Fede da brava bambina a bambina disubbidiente. La Fede ha quasi 24 anni e la suocera la chiama ancora con nomignoli… la Fede lo odia.

Questi sono i personaggi principali nella mia vita, tutta la mia storia parte da loro e poi si dirama in varie sotto-storie. Loro sono il motivo più forte per cui l’Italia mi manca. Poi c’è anche FI.PI.LI, Ale comaredonannadicasa, comare a Malta, Notorious S., la mia correggi bozze e molti altri ancora ma di loro parlerò più avanti. In questi giorni voglio fare chiarezza, questo blog è sempre più incasinato. Non vi ho ancora parlato del mercato a Pune, del caldo e dell’ape cross in mezzo alle bancarelle, vi pometto che lo farò presto. Adesso vado che sto facendo troppo rumore con i tasti e sento la rabbia della suocera che passa attraverso i muri!

Viaggiar descanta

 “Viaggiar descanta ma chi parte mona torna mona… questo vara de ricordarteo sempre”.

Un giorno a catechismo la suora si girò verso di me e con la faccia rossa d’odio mi disse: “se continui così Gesù ti punirà”. Io me l’ero cercata alla grande, avevo messo in dubbio l’antico Testamento facendo notare che Adamo ed Eva avevano avuto due maschi, uno aveva ucciso l’altro e ad un certo punto erano comparse le femmine… da dove non si sa!

Credo che quello sia stato un giorno decisivo per la mia vita, il giorno in cui ho smesso di rompere i coglioni con le domande! Non c’è niente di più bello del crogiolarsi nell’ignoranza. Da grande me la sono cavata con poco, ogni tanto leggevo un giornale, riuscivo a capire le parole chiave, imparavo a memoria paroloni e mi piaceva vantarmi davanti ai miei amici… credo che qualcuno mi abbia preso sul serio qualche volta!

Non farsi domande e non rompere le palle è stato il mio motto per anni, finché un giorno mi sono svegliata in aereo e il giorno dopo mi sono risvegliata in India.

Magari qualche domanda avrei potuto anche farmela prima di arrivare a questo punto, ma complicare le cose anticipatamente, fasciarsi la testa prima di sbatterla, proprio non fa per me! Non sono programmata per questo. (Una volta ho conosciuto un ragazzo che per fare una gita di tre giorni aveva preparato un fascicolo plastificato con la descrizione dettagliata della gitarella. Io comprai la valigia tre ore prima di partire per andare in aereoporto).

Comunque non riesco a parlare dell’India senza compararla con Fratte Centro, ridente cittadina paragonabile solo a Cabot Cove senza la Fletcher… è di fatto un’oasi di pace.

A Fratte Centro le regole sono poche e chiare:

  1. quando parli devi stare zitto.
  2. Se te devi versere bocca pa parlare par gnente meio che te tasi.
  3. Prima de parlare bevi un giosso.

Basta.

Impari queste, impari un po’ di dialetto, impari a bere e sei apposto. Ti fermi un attimo al bar e in cinque minuti sai già quello che devi sapere.

Qua in india invece sono tutti un pochino più nervosetti. Per esempio le regole stradali cambiano sempre a piacimento del guidatore, se cammini sul marciapiede ma il tipo in macchina ha deciso che ti deve investire lui ti investe, se attraversi sulle strisce pedonali hai acconsentito a sfidare il guidatore che sta per arrivare e sta accelerando per sfidarti a sua volta.

Con questo non dico che in India siano tutti dei pazzi, ma un po’ più nervosetti si… ah e io con i nervosetti ci ho vissuti per anni, per esempio con il Sultano, una figura mitologica che mi ha ospitato nella sua casa. Il Sultano è un po’ un indiano occidentalizzato. Fa yoga, mangia sano, rispetta le religioni ma nonostante ciò non riesce a levarsi di torno questo nervosismo genetico! Lui non riesce a stare calmo! Una volta da bambina, dopo l’episodio della suora, ho iniziato a nascondermi dietro alle porte e a spaventare la gente. Una volta ho deciso di farla grossa e di spaventare il Sultano. Il piano era semplice quanto diabolico, dovevo mettermi dietro alla porta, aspettare che arrivasse, aspettare qualche minuto in modo da farlo sentire solo e a suo agio e ad un certo punto dovevo mettermi ad urlare come una pazza BUUUU.

Il risultato è stato: attacco di nervi del Sultano, predicozzo su quanto io sia scema a fare queste cagate, punizione immediata. All’epoca non capivo perché questi scherzi fossero divertenti solo in tv.

Tornando agli Indiani sono un po’ nervosetti e non sono meno strani della suora che mi ha spaventato per anni. Anzi alle volte penso che anche la suora fosse un po’ indiana, per esempio al catechismo ci spiegava che chi si baciava sulla bocca o faceva “quelle robe li” (come potessimo sapere in seconda elementare cosa fossero quelle robe li ancora non me lo spiego) saremmo andati dritti all’inferno. Anche questa non me la sono mai spiegata perché guardando la tv vedevo tutti questi che si baciavano sulla bocca e anche i grandi veri alle volte lo facevano… allora mi chiedevo ma in paradiso ci sarà qualcuno o no? Perché se c’è solo la suora forse è meglio che inizi a darmi da fare. Anche in India rispettano una logica strana che a che fare con “quella roba li”.  Qua tutti i film vengono censurati perché devono poter essere visti anche dai minori al di sotto dei 12 anni. E questo mi sta bene… però mi sono accorta che censurano solo scene di sesso. Per esempio alle quattro del pomeriggio tu puoi vederti “Pretty woman” censurato oppure puoi vederti “I.T” non censurato. Allora mi chiedo perché i bambini sotto i 12 anni se non hanno paura di “I.T” dovrebbero avere paura di Julia Roberts?