Sopravvivere a Indianopoli

Pune in questi giorni raggiunge livelli di calore che l’essere umano difficilmente sopporta, immaginatevi con che attitude sopportiamo 40 gradi all’ombra indossando dei comodissimi pantaloni lunghi!

L’India è così, ti sprona a fare di più, a bestemmiare di più e a cercare soluzioni alternative. Io per esempio, sono convinta che la vita dell’espatriato in India non sia altro che un enorme reality show organizzato dagli indiani per gli indiani, a discapito dei non indiani! L’ho chiamato Indianopoli.

Pensate a come ci guardano gli indiani, come se fossimo delle star, delle persone che vedono in televisione. L’unica risposta logica a simili atteggiamenti è: facciamo parte di un enorme reality show esclusivamente per indiani il cui fine è, scoprire fino a che punto i non indiani resistono, chi vince governa il paese. L’unica persona italiana che ha vinto finora è Sonia Gandhi.

Per superare le varie prove è necessario rispondere agli stimoli indiani anziché con rabbia, con un’ingiustificata serenità! Riconoscere le sfide non è facile, perdere punti è semplicissimo, la strada è buia e pullula di sfide ma ne elencherò qualcuna perché voglio aiutarvi e perché se riusciremo a conquistare Indianopoli, la strada sarà tutta in discesa.

Il primo ostacolo solitamente è riuscire ad affrontare il ritardo indiano. Non parlo di mezz’ora di ritardo io parlo di giorni, settimane, mesi o anni di ritardo. Per esempio, il nostro padrone di casa a settembre ci disse che ci avrebbe portato un tavolino da mettere in salotto. Mai visto.

Una mia amica indiana arriva sistematicamente con minimo un’ora di ritardo, MINIMO. Questa prima grande sfida miete vittime ogni anni, i concorrenti si dimezzano, chi se ne va, chi tenta stragi e chi semplicemente impazzisce. I duri passano alla sfida successiva, il traffico.

Sopportare il traffico in India è una prova coraggiosa, ricevi punti extra ogni volta che non ammazzi nessuno, dopo un’ora in cui sei incolonnato perché una mucca non ti lascia passare.

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Mezzi indiani

Non scherzo, tu sei lì, in un rickshaw senza porte, con 45 gradi, il calore e lo smog che emettono le altre macchine ormai ti ha dato il lasciapassare per un cancro ai polmoni, tu ti sporgi, scansi il mendicante, guardi che succede e vedi un’enorme mucca del cazzo seduta in mezzo alla strada. Qualcuna la sposterà? Ovvio che no. Non uccidere in questo caso ti porta direttamente al livello successivo, il cibo.

Pune sta diventando una vera metropoli, gli indiani hanno capito che possono fare i soldi sugli espatriati schizzinosi e su quelli che hanno dei figli che non vogliono saperne della roba indiana, quindi le cose importate hanno dei prezzi folli.

Inizialmente anch’io compravo solo frutta e verdura, spezie indiane, sbobbe indiane e compensavo con un po’ di street food, poi mi sono presa il tifo, mio marito mi ha guardato negli occhi e ho visto nei sui il riflesso di una fiorentina, ho aperto il portafoglio ed ho iniziato a spendere.

Lo so che voi giocatori di Indianopoli direte che non si fa, si mangia solo la broda del posto per integrarsi meglio, per fare più punti, ma vi posso assicurare che dopo tre anni devi cedere e qui arriva il bello.

Per superare questo livello devi fare il doppio gioco, sbobba sì e della più lurida, accompagnata con gustosi piatti italiani, divorati come Fantozzi mangiava le polpette nel centro dietetico.

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Questi sono i primi tre scogli, i più difficili da superare, la prova del nove per capire se hai i punti per passare oltre, PCLPLDCDNT, che ha molti più punti di me, dice che imparare l’hindi dà dei punti bonus, si vocifera che anche non bestemmiare dia dei punti extra, ma in questo noi veneti non possiamo aiutarvi.

Concludo dicendo che stiamo giocando tutti, accettate di far parte di Indianopoli nel momento esatto in cui varcate il confine, non c’è scampo, potete solo tenere alto l’orgoglio italiano.

Qui il mio appello, ragazzi; riscattiamo l’Italia, facciamolo per tutte le volte che a giochi senza frontiere la Francia vinceva. Forza Indianopoli, forza italiani.

P.s PCLPLDCDNT (persona che lavora per la ditta colpevole del nostro trasferimento)

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4 pensieri su “Sopravvivere a Indianopoli

  1. Ah ah ah credo il post piu’ bello di sempre! Sono stata in India solo un weekend ma Tesoro, davvero, hai gia’ la medaglia per me che non sei scappata nelle prime 48 ore! L’India e gli indiani li ho imparati a conoscere un po di piu da quando sono a Dubai… un popolo affascinante, imperscrutabile, incomprensidile!
    Continua a scrivere post ti prego!!! buona giornata Indiana

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  2. Pingback: Sopravvivere agli espatriati | sopravvivereinindia

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