Spirituale indi-ano.

L’India è un paese religioso, qui la religione è riuscita a fare tutti quei danni che il cristianesimo purtroppo da non è riuscito a fare. Non so perché il degrado cristiano ad un certo punto si sia fermato, forse per l’avanzamento della cultura, forse per il loro accanimento sulla storia della terra non rotonda, forse perché le donne hanno iniziato a bruciare i reggiseni e ad accendere i cervelli. Tant’è.

Qui in India invece, complici i soliti tre hippy maledetti che si rinchiudono da Osho per anni e tornano in Occidente dicendo di aver visto l’India vera, la religione prolifera peggio della Dengue, miete morti, vittime e rotture di coglioni a cui noi, persone senza Dio né buonsenso, dobbiamo sottostare.

In India ti abitui a tutto, ti abitui ai pantaloni lunghi con 50 gradi, ti abitui ai bambini che cagano nel marciapiede, ti abitui alla mancanza di igiene e ti abitui alle bugie indiane che assomigliano alle bugie dei bambini. (Sei stato tu a fare questo? No. E chi allora? Non lo so. Ma c’eri solo tu in casa? Si) Ti abitui a tutto dicevo, ma non ti abitui mai ai perfetti surrogati dei nostri “basabanchi”.

Il “basadivinità” indiano è quella persona che dovrebbe essere colta, dico dovrebbe perché in realtà è molto più colto il bambino nato e cresciuto nella slum che non sa né leggere né scrivere. Il “basadivinità” a stento riesce a formulare un proprio pensiero personale, è stupido, possiamo dirlo.

Il problema di costui è che crede di sapere molto più cose di te e mentre lui è incapace di vivere in un paese costruito apposta per lui in quanto ricco, i bambini che chiedono l’elemosina imparano l’italiano per farti simpatia e raccattare più soldi.

Il basabanchi non mangia carne, il perché è semplice, gliel’ha detto la mamma quando era piccolo, non fatevi abbindolare dalla balla della religione perché in realtà appena mette piede fuori dall’India la vacca se la magna, ah non parlo solo di quella animale.

Il “basadivinità” lo riconosci dall’aria di supponenza che assume quando parla del suo attaccamento al credo induista, attaccamento che in soldoni si può riassumere in “amo le caste, sono abbastanza ricco per poterle amare, occidentali merda, donne bianche gnam, vegetariano sì ma mi ammazzo di alcolici”.

La cosa fantastica delle caste è che se tu sei ricco i tuoi figli e i figli dei tuoi figli saranno ricchi, a prescindere dall’intelligenza o meno, loro saranno sempre ricchi, e se avrai delle figlie femmine le farai sposare con dei ricchi mantenendo così il tuo status di ricchi. Amazing.

In India si parla di spiritualità, ed io non credo esista un paese migliore per trovare la spiritualità perché l’India è un posto così enorme e pieno di differenze che l’unica e sola spiritualità che puoi trovare è dentro te stesso.

Ecco, tutti dovremmo partire da questo presupposto, la spiritualità è dentro di noi, attaccarci a mille divinità o a Cristo in croce non è altro che uno stupido rifugio per persone che hanno visto troppe volte Ghostbusters ma non ne hanno colto il lato divertente e fantascientifico.

Anyway il perfetto basadivinità indiano non si discosta molto da molti basabanchi incontrati a Fratte Centro, quindi non sentiamoci superiori a nessuno anche perché noi, a differenza loro, dovremmo appartenere al primo mondo e certi atteggiamenti che fanno ridere anche gli uomini delle caverne dovremmo saperli abbandonare. Poi, come dico sempre, fate un po’ come vi pare ma se gli indiani non si devono lagnare perché a causa di questo sistema rimarranno sempre e per sempre nel settimo mondo voi, non lagnatevi se a intervalli regolari vi ricordate che state dando soldi a gente che si incula i bambini. Metaforicamente e non.

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5 pensieri su “Spirituale indi-ano.

  1. Cara Miki “che un pezzo che non ti sentivo” ho solo visto le tue “manovre” sulle foto di instagram.
    ….. che dire, stai sopravvivendo; come dice il titolo del tuo blog.
    “quando el culo el toca l’aqua … se’mpara a nuar….” e anche tu per fortuna per non impazzire ti stai “indizzando”.
    La cosa bella è te ne stai rendendo e quindi l’india non ti sta fagocitando ma tu la stai ” penetrando” cercando di “tastare” se quello che incontri ti va bene.
    Da come mi racconti questi indiani sono molto simili agli italiani, tutti perfettini nella loro religione, nel loro menu mediterraneo o attenti alle loro idee di vita e poi “se il culo tocca….” va bene tutto.
    Ciao
    Massimo

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  2. Ho letto I tuoi sfoghi e mi rendo conto che stai imparando soffrendo vivere in un paese che non è tuo. Il tuo Blog non mi colpisce perché racconti solo cose negative perché non hai I maroni per dire io odio questo paese.Però rimango solo soddisfatto del fatto che ora sai il significato della parola immigrazione. Sicuramente gli indiani non ti tratteranno peggio degli italiani. India sta cambiando è vero, sta diventando occidentale e questo è un errore grosso.

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