Indianizzazione

Si avvicina il Natale, ed essendo il periodo migliore dell’anno succedono tantissime cose orribili! Mio marito parte per paesi sconosciuti extraindiani e in successione: il cane si prende un infezione, pulci, zecche e pidocchi, si fulmina tutto l’impianto elettrico del bagno e la ventola della lavanderia si brucia facendo colare tutta la plastica, in poche parole in casa mia non funziona un cazzo, e tutto questo è successo solo perché dovevo mostrare ai miei amici non veneti in quale situazione tu devi bestemmiare. In pratica, nostro signore non sta nascendo ma sta arrivando perché io continuo a chiamarlo, accostando il suo nome a fatti, cose, persone, e animali diversi.

Ma non è questo il mio problema maggiore, sta succedendo qualcosa in me che fa apparire questi fatti come piccoli fatti marginali di cui i miei amici non si preoccupano, la loro preoccupazione maggiore è un’altra, mi sto indianizzando! Ebbene sì, sta succedendo anche a me, non parlo di un piccolo cambio estetico, io sto parlando proprio di una rotella che nella mia testa si è spostata e mi sta facendo diventare un po’ più indiana.

Gli effetti dell’indianizzazione, come per le malattie gravi, non sono subito visibili, è un morbo che ti prende piano piano, ti attacca e quando meno te lo aspetti si rivela per quello che è, una malattia degenerativa. Ti ritrovi a fare tutte le cose che una volta non avresti mai fatto, iniziando dal non bere per finire con il camminare a piedi nudi per la strada, o per un tempio. Mangi con le mani, sbadigli a bocca spalancata, gesticoli come gli indiani e, a volte, muovi la testa esattamente come fanno loro.

Ti ritrovi nel bel mezzo della cena a pensare che il cibo non è abbastanza speziato, rutti senza rendertene conto e, cosa veramente grave, non esci mai di giorno se non hai i pantaloni lunghi.

Faccio yoga, pranayam, meditazione e bestemmio, in poche parole sono un misto fra un veneto ed un bramino, sono come il cattivo di Roger Rabbit un po’ umano, un po’ cartone animato, sono una roba strana!

Sono sobria da tre mesi e non sto avendo neanche una crisi d’astinenza, sì a volte mi sveglio di soprassalto perché sogno che stavo mangiando carne e bevendo vino rosso e dopo stavo malissimo ma per il resto non mollo.

Quando entro in casa, la mia o quella di qualcun altro, mi levo sempre le scarpe, mi siedo per terra, con le gambe incrociate, dico sempre di sì anche se non ho capito un cazzo, insomma, mi manca solo il bollino rosso in testa e il gioco è fatto. Sarà questa la famosa integrazione? Sarà che gli indiani mi stanno entrando dentro come il verme solitario e mi succhiano le energie? sarà che semplicemente sto cercando di mimetizzarmi per colpirli dall’interno? Ma chi lo sa, fatto sta che i miei amici non mi riconoscono più e mio marito si è un po’ rotto i coglioni della mia deriva salutista e per protesta è diventato il miglior cliente abituale di McDonald’s.

Di sicuro adesso non mi preoccupo più di tanto se devo parlare con aria strafottente al rickshaw driver, o se devo fare la guerra all’idraulico o all’elettricista o al giardiniere che pensa di poter venire quando vuole pretendendo lo stesso salario.

Ormai sbatto porte in faccia a tutti e me ne frego, mangio cibo indiano strafritto con le mani e me frego, rido in faccia alla gente che mi fissa e non guarda dove cammina andando quasi a sbattere addosso ai pali (true story). Insomma, l’indianizzazione colpisce anche i più forti, c’è poco da fare, la cosa importante è non dimenticarsi mai delle proprie radici, per esempio io alterno vegetarianesimo a bestemmie, frasi in hindi a frasi in dialetto veneto.

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Anche guardare film trash italiani aiuta a moderare il processo di indianizzazione.

Ma volete sapere una cosa miei cari amici, adepti e bestie di satana, inidianizzazione is the way infatti quando gli indiani vedono che tu sei un po’ più come loro, cercano sempre di prenderti per il culo, mentirti, farti fare quello che vogliono dimostrando atti di egoismo estremi, ma lo fanno con più rispetto!

Quindi, miei cari amici che siete appena arrivati nella più grande democrazia del mondo, indianizzatevi e la vita sarà più semplice!

 

P.s indianizzatevi responsabilmente, per esempio gli atti estremi di indianizzazione quali cagare sul marciapiede e bruciare la plastica in cortile devono essere evitati.

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8 pensieri su “Indianizzazione

  1. Io invece mi sto venetizzando: la mattina provo a spacciarmi per una locale con nonchalance tra i vecchietti sull’autobus, con il solo risultato che quelli restano molto perplessi per il mio mancato dialetto!
    #sopravvivereinveneto

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  2. 😂😂sono spanciata dal ridere! Il mio ragazzo è tornato da un viaggio di lavoro di due mesi in Stati al limite della civiltà del sud America, mesi passati a stretto contatto con il suo collega indiano. E dalla tua analisi ho concluso che s’è indianizzato pure lui.

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  3. ahaha same here…veneta doc, io ho deciso (in un momento di ordinaria follia credo) di sposarne uno…ora viviamo negli stati uniti ma sto passando qualche mese in india con la sua famiglia e mia mamma e’ sconvolta dalla mia indianitudine…cosa non si fa per “sopravvivere in india”…:)
    Silvia

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  4. Pingback: Come sopravvivere all'Indianizzazione

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