Le 5 peggiori abitudini tutte italiane

Premetto che io amo l’Italia, la amo veramente, la amo ancora di più da quando sono in India, un paese senza mucche commestibili. Dell’Italia amo tutto, il fatto che posso raggiungere il mare o la montagna in un’ora, il cibo, il vino, i colori, i dialetti delle persone, il fatto che a Fratte Centro qualcuno ancora mi scambia per un’extracomunitaria di merda che ruba il lavoro ai loro figli ariani e mi piace anche il gesto dell’ombrello tipico italiano, meglio se seguito da una sonora pernaccia. Mi piacciono i film anni ’80 italiani, adoro il trash del film Selvaggi, sono convinta che il miglior presentatore al mondo sia Pippo Franco e quando vedo Carla Bruni in tv le urlo “ma tornatene a casa tua traditrice”. Io odio gli espatriati che nel blog ricordano ogni santo giorno quanto odiano, detestano, disprezzano l’Italia, facendo paragoni con il loro paese di adozione. Io, vivendo nella più grande democrazia del mondo, ho imparato ad apprezzare ed amare il bel paese.

Detto questo, è inutile negare che l’Italia, anzi, gli italiani hanno dei problemi e per “par condicio” visto che io sono politicaly correct e quando andrò alla casa bianca non voglio rogne, oggi ho deciso di stilare le 5 peggiori abitudini tutte italiane.

  1. Merda del cane.

Io ho un terribile difetto, voglio sempre fare bella figura, questo implica anche una pulizia maniacale dei bisogni del mio cane quando è in giardino, perché devo dimostrare che il mio cane caga fiori ed è il migliore di tutti. A differenza mia, invece, molti italiani in patria pensano che la merda di cane si raccolga da sola, o che la strada sia un enorme cesso canino e ad un certo punto una divinità tutta animale tirerà lo sciacquone liberando le strade dai tanti stronzi. Sarebbe un mondo magnifico, ma così non è, nessuno ci libera dagli stronzi animali o sotto forma umana, quindi siamo NOI che dobbiamo provvedere al problema. La scusa in campagna solitamente è “ma tanto la fa sull’erba vicino al fosso che problemi ci sono?”. Bello/a mio/a, l’erba del fosso è semplice erba, non è vietato calpestarla, quindi io quando cammino e mi imbatto nella merda del tuo cane diciamo che non sono proprio felice, u don’t make my day. E no, non sono anti animalista solo perché ti dico che se volevi un cane per fare il troiaio in giro forse era meglio lasciarlo dov’era. Conclusione: se non vuoi passare per stronzo raccogli sto stronzo!

  1. Clacson al semaforo.

Qui in India il clacson è un must, se non lo suoni sei un perfetto scemo. In Italia amiamo copiare dai meno fortunati/educati/civilizzati infatti abbiamo lo stesso vizietto degli indiani per quanto riguarda il clacson. Non ai loro livelli, ovvio, ma ci avviciniamo.

Adesso vi parlo in maniera semplice e comprensibile affinché voi capiate che questo vizio è ridicolo ed insensato, oltreché simile ad un vizio indiano quindi sbagliato per definizione.

Caro italiano che al semaforo suoni il clacson dopo 0,000000003 secondi dallo scatto del verde, ti devo far notare una cosa, ogni 10 donne al volante c’è 1 donna che è un vero pericolo costante, naturalmente io sono una di queste. Tu troverai questa donna al volante davanti a te, il giorno esatto in cui avrai un appuntamento importantissimo e, naturalmente, sarai in ritardo. Secondo te è una buona idea suonare il clacson come uno stupido e agitare la giovane donna pericolo costante? Lei si agiterà, farà confusione con la frizione, la macchina si spegnerà, lei urlerà e tu dal rabbioso ti sarai fatto venire un’ulcera. Non sarebbe più intelligente aspettare almeno 5 secondi, lasciar partire la giovane donna con la calma che le serve, risparmiarti l’ulcera e risparmiare una rottura di coglioni ad entrambi? Conclusione: se vuoi passare, cazzo, non suonare.

Dalla pagina FB Le più belle frasi di Osho.

Dalla pagina FB Le più belle frasi di Osho.

  1. Anarchia in pizzeria.

Sembra un pezzo dei Sex Pistols in realtà la situazione è così tragica che potrebbe essere il copione per un film di Dario Argento.

Non si sa quando e tanto meno perché ma le pizzerie sono diventate un territorio neutro in cui i figli degli italiani possono fare TUTTO e ripeto TUTTO quel cazzo che vogliono. La pizzeria non è figa come il ristorante, quindi i bambini non devono seguire un certo galateo e non è casa loro quindi alla fine della cena la madre non deve pulire. La pizzeria è diventata di fatto un enorme estensione della sala da pranzo. I genitori entrano con la prole al seguito e appena varcano l’entrata si dimenticano che un tempo, non ricordandosi di far sesso protetto, hanno messo al mondo dei piccoli Taz (vedi cartoni animati anni ’90 Tazmania) che adesso stanno sfasciando tutto il locale. Ma chi se ne frega se i piccoli delinquenti fanno cadere i piatti ai camerieri, chi se ne frega dei vicini di tavolo, chi se ne frega di qualsiasi elementare legge di civiltà. Ovviamente guai a dire agli spregiudicati procreatori che i loro figli hanno giusto un po’ rotto le palle e le ovaie, guai, altrimenti passi per il maledetto che non ama il miracolo della vita. Conclusione: il sovraffollamento è un problema serio, quindi genitori/procreatori spregiudicati pensateci prima di mettere al mondo figli che non volete gestire. E per l’amor di Dio lasciatemi mangiare in pace.

  1. Storia questa sconosciuta.

La storia a noi italiani non insegna niente, gli altri paesi dovrebbero riguardarsi la nostra performance durante la 1 e 2 guerra mondiale prima di stupirsi del fatto che ancora votiamo gente come Salvini o il movimento 5 stelle. Ignorare completamente la storia ci rende persone completamente inaffidabili, ma noi amiamo chiamarci “artisti”. Questo difetto è così radicato in noi che fra qualche anno ci ritroveremo un nuovo dittatore, una nuova resistenza e nuovi partigiani. L’America ritornerà la più grande potenza al mondo perché sarà costretta, dietro lauto compenso, a tirarci fuori dalla nostra merda e quando voi ci chiederete “Adesso avete capito?”, noi vi risponderemo “Certo! Mai più una cosa del genere”, beh sappiate che succederà di nuovo. L’italiano è un artista… nell’arte del dimenticare. Conclusione: eliminate le ore di storia a scuola e fate più arte che magari ci guadagniamo qualcosa.

  1. Italiani all’estero

Se la pizzeria è l’estensione della sala da pranzo, l’estero è l’estensione del rione o della birreria fidata. Se sei un italiano con famiglia e ti rechi all’estero VUOI a tutti i costi qualsiasi cosa italiana. All’italiano con famiglia non gliene frega un beneamato cazzo se in America il caffè è il bibitone, lui vuole l’espresso e lo vuole subito, poi si vuole alzare, vuole uscire e fumare. Anche se è proibito. L’Italiano con figli vuole tutto per i suoi figli, anche cose che in Italia non esistono perché, per sentito dire, quel paese è kid friendly. L’italiano medio in ferie, all’estero vuole per colazione di tutto, dalla brioches alla parmigiana, e si incazza se non trova la pasta alle 9 del mattino. Cristo, ho capito che la colazione è il pasto più importante ma a casa tua che ti mangi al mattino? Dove vivi? A King’s Landing?!

L’italiano single all’estero invece è una specie da studiare. Il paese estero è un mix di racconti tratti dai telefilm, un enorme birreria fidata e un posto perfetto per perdere la dignità. Io quando incontro questi soggetti all’estero mi nascondo dietro alla mia negritudine e con il mio spagnolo misto a dialetto veneto mi fingo una giovane cubana! Conclusione: come dice il mio caro nemico Notorious S. odia i tuoi simili per non odiare te stesso!

Noi italiani siamo fighi, fighissimi, i più belli, ma ogni tanto sarebbe bello se qualcuno prendendoci a sberle ci riportasse sulla retta via!

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17 pensieri su “Le 5 peggiori abitudini tutte italiane

  1. il mio paese non solo è disseminato di merda di cane, ma anche i cani sono liberi di andare dove pare e piace a loro, i cancelli servono solo come abbellimento della casa. Ma se vogliamo parlare della legge che permette ai cani di entrare nei centri commerciali, devo dire che la approvo, ma i padroni dei cani dovrebbero smetterla di far pisciare i cani in ogni dove che poi noi commesse siamo obbligate a pulire la piscia del loro cane e non è bello!!!

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  2. Per tanta gente la merda dei loro cani e la merda dei loro figli se si trova fuori casa, non è un problema loro. Per noi cara Miky che qualche ceffone/pestone ce lo siamo preso dai nostri “batman” (suore e preti) forse ci pensiamo agli altri. O forse i ceffoni non centrano e certa gente è proprio stronza.
    Da me in trentino almeno il clacson non è così evidente e per la caccacaina se ti beccano e siamo in 4 gatti ti danno una spolverata al portafoglio.
    Poi il tempo piegherà le abitudini…… sono come la gente che guidava ubriaca, i veceti ” miga beu…..”
    io ci ho fatto caso se dieci anni fa era un abitué oggi sono rischi ponderati che non scavalcano le lune….
    Ho visto che il caldo in india sta facendo malanni, ci puoi raccontare cosa significa una tale calura.
    Grande ciao Massimo.

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  3. Uahaha, ho scoperto da due giorni questo blog e lo sto leggendo tutto d’un fiato!
    Mi piace il tuo stile, mi fa pisciare dalle risate, mi viene quasi voglia di andare in India e beccarmi qualche malattia sconosciuta al mondo occidentale.

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      • Anch’io davanti a certi personaggi faccio finta di non essere italiana (tengo le mani in tasca) e parlo a voce bassissima come se masticassi un immaginario piatto di fasoi in potacìn (aiuta molto la pronuncia, prova!), e tendono a non riconoscermi.
        Poi quando mi sgamano dalla faccia (le mie facce perplesse sono molto evidenti…) mi si avvicinano baldanzosi: ah, ma anche tu italiana?
        E allora lì poi dipende. Se sono in buona, inizio con il predicozzo mascherato da amichevole “ma dai, si anch’io, abito qua da tanti anni, ma sai che qui quello che hai appena fatto è offensivo bla bla bla”, se invece non sono in buona (tipo tre settimane al mese da quando sto in Svezia) allora taglio corto: “Sì, ma ora devo andare, cià”.

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  4. Una delle cose pù assurde di questa assurda città dove vivo ora è che la gente tira su le cacche di cane, le insacchetta, e poi le lascia all’angolo della strada. ‘Un fa una piega, no? 😀

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  5. Pingback: Tu chiamale se vuoi indianate | sopravvivereinindia

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