Un mondo d’amore… per gli indiani

Chi vive in India lo sa, gli indiani hanno la capacità innata di lasciarti senza parole, sbalordito, con la mandibola che tocca terra, la bava alla bocca ed un sussurrato: “non ci posso credere”.

Alle loro stravaganti abitudini ti abitui, per esempio io non mi stupisco più dei “bagni” a cielo aperto, degli sputi marroni e del fatto che ti dicono sempre sì anche se non hanno capito niente. Ma gli indiani non vogliono che ti abitui a tutto quindi cercano sempre di stupire il povero espatriato con aneddoti da raccontare in patria. La migliore resta sempre la storia del sesso che fa ingrassare, tesi sostenuta con forza da un collega di mio marito. In barba ai mille articoli scritti sulle riviste femminili in cui si esorta la giovane ficah a fare più sesso perché fa dimagrire e ti diverti anche, il giovane indiano sosteneva con forza il contrario.

Nell’archivio dei best of ricordo la mia vecchia maid che inventava scuse per non lavare i vetri, messa di fronte alle proprie responsabilità esultò con: “ma’am a dire la verità sono quelli della society che dovrebbero lavare i vetri non io”. Bocca spalancata, bava che cade: “ma cosa stai dicendo?! Per favore lava sti vetri che non vedo più fuori”. Rassegnata, accettò l’arduo compito, ma dopo cinque minuti tornò alla ribalta: “ma’am ma io li lavo solo dentro, la parte fuori no”. Esasperata da tanta tenacia le risposi: “Mary almeno inizia per favore!”. Il lavaggio vetri l’ha occupata per un giorno intero, alla fine, non si capisce come, i vetri erano ancora più sporchi e il genio aveva pensato bene di passare la zanzariera con la scopa lercia. Alla fine lei ha lavato i vetri ma il resto della casa l’ha lasciato a me!

Ma, a parte queste piccole pillole di india-genio, devo ammettere che le migliori storie le posso raccontare grazie a Giuliano, il mio cane.

Giuliano un cane che ha visto e sentito di tutto... anche troppo!

Giuliano un cane che ha visto e sentito di tutto… anche troppo!

La mia nuova maid è brava, vuole bene a Giuliano, ovviamente non è perfetta e non pulisce come noi italiani puliremmo una casa, ma ci si accontenta, inoltre trovare una maid che ama i cani, qui in India, non è per niente facile. Un giorno Giuliano torna dalla fattoria con il respiro pesante, sbacca come si dice in veneto, lei si preoccupa e io le faccio notare che con 40 gradi il povero cane ha caldo. Lei mi guarda e mi dice: “no ma’am di sicuro non è per il caldo, sta male, ma non so perché, guardalo”. Io lo guardavo e vedevo solo un cane che aveva caldo, come me, costretta a girare con i pantaloni lunghi, vedevo riflessa in lui la mia sofferenza, ma vai a spiegarlo alla maid!

Al secondo posto troviamo la donna ambigua. La donna ambigua vive al piano di sotto e mentre ero in cortile con Giuliano si avvicinò con fare furtivo dicendomi di non indossare pantaloni corti perché poi la gente si sarebbe chiesta perché lo faccio, che senso hanno i miei vestiti. Io, mandibola che toccava terra, bava alla bocca, incredula, non riuscivo a capacitarmi di quello che mi aveva appena detto. Con 40 gradi mi chiedi che senso hanno i miei pantaloncini corti?!

L’ultima, ma non per bellezza, è fresca fresca, risale a ieri. Scendo in cortile con Giuliano, mi avvicina un tipo dicendomi che c’è una nuova regola, i cani non sono più allowed nella society. Io lo guardo, sospiro, faccio la mia scenata che si conclude con: “dopo arriva mio marito e parli con lui”. Il marito va a parlare e torna dicendomi: “mi hanno detto che tu non hai capito niente, o che il tipo si è spiegato male, comunque i cani sono ammessi ma c’è qualcuno che lascia i bisogni in giro quello non è permesso”. Premesso che la cacca del cane la raccogliamo solo noi e la famiglia argentina con un cane piccolissimo, va bene che sono svampita ma il “ur dog is not allowed here” l’avevo sentito forte e chiaro. Questa mattina ore 6.35am scendo con Giuliano, stessa solfa, il cane è vietato e bla bla bla. Ore 10.15am vado a parlare con il manager che mi dice: “ma’am noi andiamo in giro a dire che i cani non sono ammessi ma non è vero, lo diciamo solo perché non sono ammessi quelli a cui i patroni non raccolgono i bisogni. Quindi, il tuo cane è ammesso, ma ti abbiamo detto lo stesso che non era ammesso solo perché lo diciamo a tutti”. Bocca spalancata, bava alla bocca e tanto tanto stupore.

In conclusione, mia cara India e miei cari indiani, grazie per regalarmi sempre un motivo in più per amarvi.

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8 pensieri su “Un mondo d’amore… per gli indiani

  1. Buongiorno. Ero in giro ed avevo fretta mentre scorrevo velocemente le notizie FB sul cellulare. Poi ho visto la foto del tuo cane Giuliano e mi sono fermata davanti ad un negozio per leggere il post. Il tuo racconto é molto divertente, complimenti. E soprattutto in bocca al lupo per la tua nuova vita!
    Ebbene, ogni volta che vedo la foto di un Bull Terrier il cuore mi si gonfia di nostalgia pensando al nostro amatissimo Tex….. Non posso divulgarmi raccontando l’allegria e l’affetto che ha portato in casa nostra per 13 anni, dico solo che dopo non ho piú voluto nessun altro cane. Quando lo racconto gli altri mi prendono per pazza, ma la gioia che mi dimostrava quando tornavo a casa non me l’hanno mai dimostrata nemmeno le mie figlie e mio marito …. 😦 ,,,,,,, Buona giornata!

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  2. E’ una figata leggerti , ho scoperto il tuo blog da 3 ore e devo ancora smettere leggere. Sei diritta come la staggia ed e bello….. quando girano …. girano.
    Sono Massimo e sono un tuo nuovo follower.

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