Se potessi avere mille maid al mese

Io qui in India ho la maid, a me non servirebbe ma mio marito la esige, inoltre qui la maid è un must, come il vestito nero. Avere una maid non sempre significa avere più tempo per te stessa perché a volte sono come dei bambini, le devi spronare a fare meglio, devi controllarle sempre e devi sperare che il concetto sia entrato nella loro testa in maniera chiara e precisa. Per chi non lo sapesse il concetto è sempre quello: la polvera non va via da sola, i vetri non si auto-lavano, i canovacci per la cucina non sono anche asciugamani, se cerchi di fregarmi io me ne accorgo (si miei care me ne accorgo anche se non sono indiana) e il bucato ha regole precise sia per il lavaggio sia per la stiratura.

Quest’ultima regola sembra molto difficile da inculcare alle maid, per esempio io, dopo una canottiera bucata, una maglia con la scritta completamente sbiadita e mezzo bucato tutto rosa hello kitty, ho detto basta. Mio marito alla notizia della mia resa si è incazzato ed io mi sono incazzata con lui. È vero che io non sono una patita dello shopping, ma proprio per questo motivo ho pochi vestiti ma li amo tutti, dal primo all’ultimo e, soprattutto, mi servono tutti! Inoltre, trovare vestiti decenti a prezzi decenti non è per niente facile. Sono andata alla fashion street ma c’erano solo vestiti che mai porterei per tutti i giorni, la maglietta figa ma pratica non l’ho trovata, come non ho trovato un paio di leggins in cui farci stare il mio culo, erano tutti o a prova di anoressica-culo-piatto o misura very very big mama’s ass. I negozi occidentali, tipo zara o mango, costano persino di più che in Italia e seguono le stagioni occidentali. Per esempio adesso da zara ti vendono i giubbini in pelle, per carità fighi sono fighi, ma con 40 gradi dove vado col giubbino in pelle?! Per ovviare al problema “Ma come mi vesto” appena torno in Italia faccio razzia, quindi adesso capite che se la maid mi rovina anche solo una maglietta a me viene il panico e mi sale l’odio, anche perché io mi chiedo ma come ti viene in mente di stirare la microfibra?! Oppure, ma come ti viene in mente di lavare un asciugamano rosso sangue con la biancheria bianca? Il bello è che quando fa queste genialate io non sono mai in casa e quando torno il danno è già fatto, lei si presenta da me con la biancheria in mano ed io ho già capito tutto!

Ovviamente questa figa sono io!

Ovviamente questa figa sono io!

Un altro esempio, qua spolverare è una cosa relativa. Da noi, in Italia, si spolvera ovunque, non ci sono zone in cui la polvere può vivere serena, e fin qui siamo tutti d’accordo, qui in India invece la polvere può sopravvivere, mettere su famiglia e prendere i contributi a fine lavoro. Infatti le maid non spolverano MAI: sotto qualsiasi centrino, intorno alle lampade da tavolo, le lampade da tavolo, dietro a qualsiasi cosa che sia troppo heavy, per esempio sotto al divano. Una volta ho spostato il divano e pensavo che uno zombie fatto di polvere mi aggredisse da un momento all’altro. Il bello viene quando gli fai notare che il decoder con 10 centimetri di polvere va spolverato e loro ti guardano come a dire: “ma sta cagacazzi da dove viene fuori?!”.

Alla fine io alla mia nuova maid voglio bene veramente, e mentre oggi con gli occhi iniettati di sangue le dicevo “non toccare mai più le mie cose, quelle di mio marito sì, bruciale, rovinale, sfogati su di loro, ma non toccare le mie” mi sentivo anche un po’ in colpa. Poi ho pensato che magari il tempo che guadagnava dalla stiratura poteva impiegarlo per pulire quei fantastici tamburelli che il mio geniale consorte ha portato a casa, ed hanno così tanta polvere che fra un po’ si suonano da soli!

In conclusione vi dico che se potessi avere mille maid al mese sono sicura che avrei comunque i miei vestiti tinti di rosa, la povere sul decoder, il pelo del cane che vegeta sul divano, ma alla fine le maid le amiamo per questo, dolcemente complicate, imprevedibili e decise a fare tutto di testa loro!

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4 pensieri su “Se potessi avere mille maid al mese

  1. Noi italiane siamo considerate strane, e pure rugamerda (si dice rugamerda in Veneto?)
    Quando a Strasburgo toglievo i rimasugli di cibo dal lavandino della cucina dello studentato, le tedesche ridevano a crepapelle. A me faceva star male l’idea di far trovare pezzetti di pomodoro al cucinatore seguente…

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