Italia agli italiani e mucche agli indiani. Piovono fenomeni.

Spesso si dice che gli italiani non conoscono l’inglese o che gli italiani credono di sapere l’inglese invece, quando vanno all’estero, fanno solo grandi figure da pirla. Beh io vorrei spezzare una lancia in nostro favore dicendovi, provate voi a capire l’inglese degli indiani! Per chi non avesse mai sentito un indiano, nella sua terra madre, parlare in inglese, vi faccio un piccolo riassunto, non si capisce nulla e la cosa peggiore è che loro credono fermamente di parlare benissimo,quindi, l’ignorante (come al solito) sei tu!

Io, devo essere sincera, non sono arrivata nella più grande democrazia del mondo conoscendo bene l’inglese e quando ho sentito per la prima volta un indiano parlarlo non credevo fosse inglese. Qua al posto di we dicono vi, e io per il primo mese non capivo chi cazzo fosse sto vi! Urlano e masticano le parole, si fermano nel bel mezzo di un discorso e vi guardando aspettando dio sa cosa, e si incazzano se non capite una lingua che sembra inventata. Adesso in questa confusione di inglese finto, vacche in strada e donne non sacre non vi sarà difficile immaginare il panico del povero espatriato, anzi, il panico della povera donna espatriata per seguire il marito. Nei giorni più bui, quando capite che la vostra professoressa di inglese ha lavorato tanto per darvi una pronuncia decente che qua a nulla serve, vi rinchiuderete in casa urlando come pazze, con scatti di follia che farebbero paura anche alla tizia di Misery non deve morire. Proprio nel momento in cui anche vostro marito vi tiene a distanza perché impaurito, come un raggio di sole in una giornata di pioggia, incontrerete altri italiani. Persone che come voi non capiscono una madonna quando gli indiani parlano, persone che come dei contrabbandieri sanno tutti i posti in cui andare a comprare mozzarelle o prodotti semi italiani. Inizialmente la gioia sarà troppa, abbandonerete l’inglese come si abbandona la dignità nei pranzi di famiglia, inizierete a parlare in italiano così velocemente che a stento capirete cosa state dicendo, vi si bagneranno anche gli occhi di lacrime. Sì, è successo anche a me. Questo momento di felicità assoluta verrà bruscamente frenato dall’amico di turno che vive in Italia e con voce da saputello dirà: “si ma se stai con gli italiani quando impari l’inglese?”. Stronzo, questo articolo è per te.

Mia cara merdaccia, amico di una vita, devi sapere che quando arrivi in India il tuo livello di stress e odio verso tutta l’umanità avrà dei picchi che tu non credevi umanamente possibili. Devi sapere che a volte io giro come una scema per mezza giornata solo per trovare una mozzarella, e te lo posso assicurare non è divertente. Devi sapere che quando cammino per strada le persone mi indicano e mi ridono in faccia come se avessi un cartello in fronte con scritto “coglionatemi please”, e devi sapere anche che qua durante i giorni di festa non vendono alcolici e io sono Veneta quindi un giorno senza alcol è un giorno sprecato. Devi sapere che qua se dici “we are” c’è gente che non ti capisce, devi dire “vi are” quindi non partire con il pippone dell’inglese che non è cosa. Devi sapere anche che, qua in India, per la prima volta in vita mia, nessun italiano si interessa se sei del nord o del sud, a ben pochi interessa perché una negretta parla veneto meglio di Mosconi. Per la prima volta ho trovato solo italiani fieri di essere italiani, con gli occhi sognati mentre parlano del loro mare o delle montagne, della nostra cucina e delle nostre abitudini. Qua aspettiamo tutti con ansia quei due giorni all’anno per tornare a casa e, anche se nessuno ha in progetto di tornare a vivere in Italia a breve, tutti consideriamo l’Italia la nostra prima casa.

Concludo dicendo che per la prima volta non sento solo italiani che si lamentano dell’Italia come succede nel bel paese, ma ho trovato solo italiani fieri di essere italiani, quindi non rompermi le palle se ogni tanto durante la settimana abbandono il mio inglese e il mio vi are per parlare solo ed esclusivamente in italiano. Inoltre, te lo devo proprio dire, vivo in un paese in cui le mucche sono sacre, mi vuoi lasciare qualche gioia o no?!

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15 pensieri su “Italia agli italiani e mucche agli indiani. Piovono fenomeni.

  1. Uahahah!
    Questo post è bellissimo! Grazie per averlo scritto!
    Qui la situazione con l’alcool non è molto diversa, considerato il proibizionismo e i prezzi (l’alcool si vende solo in negozi monopolio di stato, una bottiglia di Chianti da un euro della Coop -qquello che in Italia useresti solo per cucinare- costa dieci euro, ll’Aperol è prodotto di lusso… ti capisco!

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  2. Ciao ti leggo da poco ,sei davvero simpatica,ti comprendo perfettamente, anche io vivo in un paese dove la pronuncia dell ‘ inglese varia da persona a persona ma è sempre diversa dalla realtà e da quella che ci hanno insegnato a scuola e all’ università. Vivo in Cina le difficoltà le stranezze,le crisi personali sono il pane quotidiano,anche io ho seguito mio marito.

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  3. E se fan paura a quella di Misery, son cose serissime.
    Io penso che chi se n’è andato dall’Italia è perchè ha un’opportunità di lavoro seria e si pensa ben pagata.
    Quelli che si lamentano e vivono in Italia è perchè fanno una vita di merda e fan fatica ad arrivare a fine mese.
    Chi ha i soldi, sta bene ovunque, escluso in India, dove non andrei a vivere nemmeno se fossi Madonna!

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  4. Anche io ti capisco perfettamente!!! lavoro come interprete telefonica e ricevo chiamate da call centers che sono in mano a loro, specialmente computer techs…e rabbrividisco…
    ogni volta gli devo chiedere di ripetere dicendo che :la linea telefonica e; disturbata” ma in realta’ non ci capisco una MAZZA!!!

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