Il fai-da-te ci ucciderà.

Il mio arrivo nella più grande democrazia del mondo ha coinciso con l’inizio della mia vita da convivente e da ammogliata, insomma, è stato un nuovo inizio di tutto. La vita da conviventi regala grandi emozioni, svegliarsi al mattino e litigare per il bagno, sorbirsi le partite alla playstation, bicchieri di birra vuoti ovunque e panni sporchi che non sono mai nel cesto delle cose da pulire. Convivere con una persona significa anche accettare tutte quelle piccole cose che odi del partner ma fino a poco tempo prima erano affari della sua famiglia. Io, per esempio, convivo con il fatto che mio marito crede di essere abile nelle riparazioni fai-da-te.

Le riparazioni fai-da-te sono una piaga che affligge il mondo moderno, ma soprattutto affligge le povere mogli che nel week-end vorrebbero solo stare sul divano con il proprio compagno a guardare film anni ’80 e piangere sui tempi andati.

Io non lo so se il maschio moderno vuole cimentarsi in questo antico lavoro per dimostrare alla sua donna che lui è un super-uomo che sa fare tutto oppure lo fa semplicemente perché è tirchio e non vuole pagare una persona per fare quello che lui non sa fare. Nel mio caso mio marito per un’ora alla settimana vuole sentirsi il vero re della casa, con la regina (cioè io) che in sottofondo gli ripete “ti prego, lascia perdere e chiama qualcuno che sa riparare quella maledetta cosa”.

Vi faccio un esempio: giovedì arrivano i manutentori, cambiano il depuratore, fanno un lavoro di merda e il depuratore inizia a perdere acqua. Sabato chiedo a mio marito di richiamare i manutentori per aggiustare quel coso, mio marito offeso dalla mia richiesta inizia un complicato lavoro di manutenzione fai-da-te. Il tutto si conclude con il depuratore spaccato del tutto, pezzi del depuratore ovunque, marito arrabbiato che si consola con la playstation. Sabato mattina completamente perso.

Domenica mattina arrivano i manutentori, naturalmente arrivano in gruppo, si alternano in maniera geniale e dopo una mattinata intera di complotti e frasi in hindi sistemano il tutto. Successivamente parte una lite di un’ora sulla questione soldi: “Perché dobbiamo pagare se il danno l’avete fatto inizialmente voi?” “noi vogliamo i soldi” “ma se uno venisse a casa tua e ti danneggiasse una cosa tu lo pagheresti?” “noi vogliamo i soldi”. Questa conversazione si è ripetuta in loop per un’ora. Domenica mattina andata.

Adesso capite che per quanto io aspiri all’ambito premio di “Santa dell’anno”, non ce l’ho fatta a stare zitta e i miei “te l’avevo detto” risuonano ancora nell’aria, cosa che non piace al maschio di casa e vede i miei rimproveri come un’offesa al suo orgoglio di maschio-fai-da-te. Io, più che ferire il suo orgoglio, vorrei solo smetterla di perdere mezze giornate perché mi deve dimostrare che in confronto a lui MacGyver è una mezza figa.

Credo che, come per noi donne la Disney abbia creato scompensi e falsi miti che neanche con anni dallo psicologo riusciremmo a superare, per il maschio dominante i telefilm anni ’80 siano stati una rovina. Ci ritroviamo maschi MacGyver, maschi Hazzard, maschi A-Team e a volte anche maschi con la vena detective come il Tenente Colombo.

Beh a onor del vero fighi erano fighi eh!

Beh a onor del vero fighi erano fighi eh!

Vorrei quindi rivolgermi a tutti i produttori e dire: “ma la finiamo?” Si perché vi eravate imbarcati bene con film come Up che insegnavano ai nostri uomini ad amare la donna fino alla fine dei suoi giorni e ad amare i bambini anche se cicciottelli e scout, poi siete peggiorati di nuovo. E se credete che il mio sia un appello inutile vi dico che ai centri estivi c’era un bambino soprannominato da tutti “The Mentalist” che correva per il cortile in cerca di prove per probabili furti/omicidi/complotti. Io vi ho avvertito, ed è meglio se qualcuno si prende le proprie responsabilità prima che qualche giovine generazione decida che il prossimo mito da emulare sia Dexter e parlo del serial killer non del bambino con il laboratorio in casa!

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