Il dramma delle expat bionde inside

Io ogni mattina mi sveglio e leggo i giornali italiani, non so perché lo faccio e non mi pongo tante domande, li leggo e basta. Naturalmente non mi sono persa la piccola diatriba Dolce e Gabbana tantomeno mi sono persa il prete di turno che spiegava l’abominio dei trans, figure mitologiche né uomo né donna, una roba strana causata dalla modernità. Qua in India i trans vengono trattati bene, sono riconosciuti dalla legge, gli omosessuali invece no, ma non si può avere tutto. Io i trans non li odio e da piccola volevo pisciare in piedi perché il mio amico e vicino di casa poteva pisciare vicino alla siepe, invece io ero costretta a fare una corsa lunghissima al bagno, pregando durante il tragitto che non fosse occupato. Io i trans non li odio perché da anni ho capito di essere una mora intrappolata nel corpo di una bionda e non una bionda qualsiasi ma una bionda scema, magari anche figa. Il fato ama scherzare con me infatti mia sorella è biondissima e intelligentissima.

Essere bionde inside comporta una serie di pericoli, per esempio le persone non capiscono subito con chi hanno a che fare, pretendono cose che noi bionde inside non sappiamo fare, per esempio dedicargli il nostro tempo e la nostra attenzione per più di cinque minuti. Io dopo cinque minuti inizio a pensare ai fatti miei, ai gossip sentiti poco prima e se il tizio che mi sta parlando è figo inizio a pensare a quali tattiche attuare per farmi offrire da bere. Ah la tattica è sempre la solita, il discorso inizia con: “quando mi sono sposata. Si non lo sapevi? Si sono sposata”. Alcolici assicurati.

Essere bionda inside non è semplice perché io so di convivere con la mia stupidità ma non so mai a che punto questa può arrivare, ogni giorno è una sorpresa e la stupida che è in me si fa vedere nei momenti meno opportuni. Mi sembra di avere la sindrome di Tourette con la differenza che io non dico parolacce, io compio atti assolutamente ridicoli, come per esempio iniziare un blog pur sapendo di ignorare metà della grammatica italiana.

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Se essere bionde inside a Fratte C. ormai non era più così difficile, qua è una continua tortura. A Fratte C. ormai lo sanno tutti che io sono una rincoglionita, inoltre a F.C mi circondo solo dei miei fedelissimi che sono persone più intelligenti di me o più sceme di me e grazie a questi io riesco a mimetizzarmi. Qua invece non c’è scampo tutti prima o poi mi guardano con la faccia basita e io mi nascondo il più velocemente possibile, solitamente dietro a mio marito, dietro ad un bicchiere di vino o sedendomi al tavolo con i bambini come è successo l’ultima volta.

La bionda che è in me esce allo scoperto nei momenti meno opportuni, settimana scorsa mi sono congratulata con una ragazza indiana perché pensavo fosse incinta, le ho fatto il gesto del pancione e le ho chiesto per ben due volte da quanto fosse incinta, poi l’ho chiesto anche alla sua collega. Non mi sono fermata a riflettere neanche per mezzo secondo, non ho desistito a chiedere neanche quando la povera tizia mi ha ripetuto per tre volte che no non era incinta. Tutte le donne nella mensa mi hanno guardata, hanno inziato a parlare in marathi e mi hanno deriso apertamente, io me l’ero cercata alla grande, quindi mi sono seduta e ho fatto finta di piegare bavaglini. L’anno scorso dopo appena due mesi in India avevo un disperato bisogno di amiche, mi andava bene qualsiasi cosa, un giorno invitai queste due ragazze amiche di PCLPLDCDNT a cena. Cena che ovviamente io non avevo preparato, io avevo preparato la tavola e me stessa per l’avvenimento. Arrivano le due ragazze, una indonesiana e una africana, inizio la cena parlando di quanto fighi siano i masai e salta fuori che il padre della ragazza era masai, continuo parlando di quanto buona sia la carne di maiale e la ragazza indonesiana era mussulmana e finisce la cena con una mia battuta iper razzista detta senza pensarci. Una scena agghiacciante, tutti muti, io che non riuscivo a trattenermi dal ridere per la mia stessa battuta finché mi sono accorta che ridevo solo io, ho chiesto scusa e ho continuato a bere e tacere. La battuta comunque era divertente sono sicura che gli altri non hanno riso per fare i finti moralisti. Potrei continuare la lista delle figure di merda oltreoceno tipo quella volta che stavo parlando in terrazzo, mi congedo e presa dai miei pensieri non mi ero accorta della zanzariera. La mia testa addosso alla zanzariera provocò un rumore FORTISSIMO e il tizio del balcone di fronte ancora mi prende per il culo.

Concludo dicendo che voi avete tanto da difendere i trans, gli omosessuali, gli uteri in affitto, i cani in affitto, le balene, le scimmie, le scie chimiche, i vaccini e le Iene. Ma mai una volta che qualche politico decente prenda una posizione e finalmente regali a noi bionde inside qualche gioia, che ne so un parcheggio sempre vuoto, una giornata senza inconvenienti o un segale acustico che ci avverte quando stiamo per fare una figura di merda…. Vi prego.

PCLPLDCDNT= persona che lavora per la ditta colpevole del nostro trasferimento.

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6 pensieri su “Il dramma delle expat bionde inside

  1. Tesoro quanto hai ragione ! Io bionda dentro e fuori ….e mio marito ancora pretende che io mi ricordi tutti gli appuntamenti o li trascriva su un agenda !!!!

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    • Una volta mio marito mi disse: “ma non riesci a calcolare cosa ti serve per la settimana e regolarti per la spesa? Non mangi niente solo perché non sai organizzarti”. Avevo smesso di ascoltarlo a “ma non riesci”!

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