Indian riot

Questa mattina mi sono svegliata con il consueto tizio che urla a squarciagola “cappea moea”, ormai è un rito e io amo pensare al tipo come ad una sveglia personale. Poi, con la sfiga che mi perseguita, un tizio che urla “cappea moea” è la perfetta sintesi della mia vita.

Solitamente al martedì mi alzo e come ogni italiano medio privo di qualsiasi buon senso cerco su internet cos’è successo all’isola dei famosi, questa mattina con sgomento scopro che voi capracce avete deciso di eliminare Rocco, a questo punto mi chiedo cosa vi passa nella testa se riuscite ad eliminare Rocco dall’isola dei famosi e andare in piazza per manifestare con Matty. Decido di leggere il giornale e la prima notizia parla dello scontro in volo fra due elicotteri, una strage all’isola dei famosi francese. Qualcuno ci sta prendendo tutti per il culo.

Accantono queste disperate notizie e mentre aspetto di prendere coraggio e pulire una casa che ormai sembra il covo di un punkabbestia, provo a spiegarvi perché negli ultimi giorni sono molto turbata.

Domenica siamo andati a fare una gita a Pune vecchia, abbiamo visitato un posto che in internet era descritto come: “meraviglioso sito archeologico con piscine di fiori di loto”… e già dalla descrizione partiamo bene. Domenica il caldo era asfissiante, io e PCLPLDCDNT come dei coglioni decidiamo di partire alle 3 p.m. spaccate, l’ora in cui il caldo raggiunge picchi spaventosi. Dopo dieci minuti in rickshaw pensavamo di morire, io, per la cronaca, indossavo un paio di pantaloni lunghi. Arriviamo nel “meraviglioso sito archeologico” e iniziamo a contrattare con il tizio della biglietteria, niente da fare, anche se il marito sa l’hindi e vive in India da ormai tre anni noi il biglietto tocca pagarlo lo stesso come se fossimo dei turisti qualsiasi. Vabbè, io voglio vedere ste piscine con i fori di loto allora anziché 5 rupie paghiamo 100 rupie a testa. Entriamo, il posto sembra molto carino, se non fosse per il fatto che le piscine non erano altro che buche di cemento e basta o buche di cemento con acqua stagna. Fiori di loto neanche l’ombra. Amazing. Ce ne sbattiamo e iniziamo a girare per il “meraviglioso sito archeologico” scattando foto e cercando di evitare le giovani coppie di indiani che approfittavano di ogni angolo nascosto per andare a limonare, tipo i giovani di Fratte Centro alla sagra paesana quando si nascondono dietro alle roulotte degli zingari.

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questa è una piscina con i meravigliosi fiori di loto

Usciamo dal “meraviglioso sito archeologico” e ormai il caldo aveva raggiunto livelli imbarazzanti, PCLPLDCDNT non mi parlava più era troppo impegnato a soffrire. Siccome siamo due persone che il buonsenso non sanno neanche cos’è, decidiamo di fare una passeggiata, sotto il sole, con 35 gradi. Iniziamo a camminare, a scattare foto a cose, persone, animali, oggetti, con una logica sconosciuta a chiunque. Nel momento esatto in cui un bambino si aggrappò alla gamba di PCLPLDCDNT come se fosse un koala mi tornò in mente il fatto che anche in India festeggiano la festa delle donne e questa è una cosa curiosa ed assai bizzarra. Intanto qua le donne contano tanto quanto una cagata di mosca in una gara di cagate in cui fra i partecipanti troviamo anche elefanti, obesi con la diarrea e Ferrara. Seconda cosa non ci sono serate dedicate alle donne con muscolosi scemi che ti lasciano toccare i muscoli. Terza cosa… beh vi serve veramente una terza motivazione per capire che la festa della donna in India è più ridicola della festa della donna in Italia? Io credo di no.

Se io diventassi la nuova dittatrice dell’India obbligherei tutte le donne indiane a liberarsi da questa oppressione iniziando a parlare di merda come fa la mia amica Roberta. Poi le obbligherei a parlare di sesso costringendole ad una session video del mio caro amore Rocco, giusto perché devono sapere cosa può offrire il mercato. Naturalmente le obbligherei a togliersi almeno per un giorno il sari e provare le gioie di una bella tuta di ciniglia, magari rosa confetto, che ci fa sembrare tutte delle mortadelle che camminano ma dio mio quanto è comoda. Le farei sedere al mio tavolo e insieme ci lamenteremmo dei nostri mariti, poi partitone a bridge e giri di margarita che si sprecano, anche se a me il margarita fa schifo ma fa tanto Desperate Housewife. Per il gran finale le costringerei a guardare integralmente tutti i film che in India sono censurati.

Sarebbe fantastica l’India con donne che non muoiono solo perché sono donne, con donne che non abortiscono solo perché sono incinte di altre donne, con donne che non si vergognano di essere donne, con donne che non cercano disperatamente un matrimonio solo per sentirsi realizzate come donne. A me basterebbe anche un’India con donne ricche più solidali verso le donne che non sono indiane, ma io chiedo sempre troppo.

P.s l’anno scorso ho detto testuali parole a M. pulizie ad uccello: “Mary we need to fight, we need to start a fucking riot in this society”. Mi ha riso in faccia.

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