Sultano vs Indiano

Io vivo con un Sultano, di nome e di fatto. Lui regna, ha un mondo suo, la casa è sua, tutto è suo, noi siamo solo dei coinquilini. Secondo Sultano noi amiamo spostargli le cose, facciamo in modo che lui non trovi niente perché siamo delle stronze e ci piace sentirlo urlare. Se… proprio… come no! Il Sultano ama mostrare la sua superiorità urlando come un pazzo e maledicendo tutti perché gli abbiamo fatto comprare un Mac, non ha ancora capito che le pagine di internet sono uguali su tutti i computer del mondo Mac o non Mac, noi abbiamo provato a spiegarglielo e lui ci ha liquidato con un gesto reale. Il Sultano ha così tante cose in comune con gli indiani che per molto tempo gli ho reso grazie a distanza, perché la sua irascibilità mi ha preparato ad un mondo che altrimenti mi avrebbe ammazzato i nervi.

Il Sultano si alza alla mattina presto e fa yoga, prova a curarsi con tutte le sue sbobbe naturali mescolate a massicce dosi di medicinale, è sempre nervosetto. Esattamente come gli indiani.

Una volta stavo per cadere dalle scale, mi stavo per spaccare la testa e ovviamente nel tentativo di schivare il trauma cranico feci un casino della madonna, il Sultano iniziò ad urlare perché stava guardando una gara di ciclismo. La testa me la potevo spaccare in qualsiasi altro momento, la gara di ciclismo non si sarebbe ripetuta mai più. Mi venne in mente quell’episodio quando ero in India e un tipo mi stava per investire, io ero a piedi sulle strisce pedonali e lui provò ad uccidermi, fu un gesto inequivocabile, io mi girai e gli dissi: “ma sito gnanca ebete?” e lui mi urlò frasi in hindi con una cattiveria che riuscì a farmi sentire in colpa.

Il Sultano è assolutamente sicuro di seguire un regime alimentare sano, anche se mangia un sacco di frutta secca e schifezze raccatate a caso e diciamocelo non è che facciano proprio bene. Alterna questi momenti, a momenti in cui aspira a rasentare l’anoressia, però lui è un Sultano, se provi a fargli notare qualcosa (tipo il suo regime alimentare) sei solo un ingrato suddito. Una volta facemmo notare ad un indiano che le sue brodaglie vegetariane trasudavano olio da tutte le parti, non ci sembrava molto sana quella roba, l’indiano di turno ci derise e ci disse che l’olio ci voleva, che eravamo dei cretini e la carne ci avrebbe ammazzato… non i litri di olio aggiunti a una broda, o le verdure fritte e rifritte nell’olio già nero.

Il Sultano adotta una vita che secondo lui è molto spirituale, chiesa alla domenica, yoga al mattino, libri di spiritualità e balle simili. Nonostante questa full-immersion di ottimismo e valori alti della vita, se provi a parlare al Sulti durante uno dei suoi giorni “no” lui non disdegnerà un bell’urlo in faccia. Se provi a fargli notare che a noi non interessa nascondere le sue cose perché abbiamo altro a cui pensare, lui prenderà quell’affermazione con molta negatività. Alla fine cosa c’è di più importante del pensare ad un Sultano?! Una volta in India mi fu riferito che un collega di PCLPLDCDNT era vegetariano, devoto allo yoga e bla bla bla ma non avrebbe esitato a uccidere il figlio se si fosse permesso di sposare una mussulmana. Io l’ho sempre detto di non fidarsi delle persone che sembrano buone.

Il Sultano, nonostante il suo amore spassionato per l’Oriente, ha spesso rivendicato il fatto che, lui in India non ci sarebbe mai venuto neanche se fossi rimasta lì per un milione di anni. Credo che a breve costruirà, qui a Fratte, il suo Taj Mahal. Il Sultano del Veneto.

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