Memorie di una sentinella

Allora, io ho fatto finta di niente, non ho mosso vespai apposta. Ma porca di quella miseria una mia amica mi sta tartassando da giorni per parlare di una cosa che a lei sta a cuore. Non a me, a lei. Si perché siccome sono imbecille lei vuole che parli di argomenti seri, così, giusto per compensare la mia ignoranza. Perché in questo mondo ingiusto è importante che anche gli scemi dicano la loro, io sono la scema.

Come avrete intuito si parla delle sentinelle in piedi. Io non sapevo neanche chi fossero. Pensavo fossero persone che rivendicavano il loro sacrosanto diritto di leggersi un libro dove e quando gli pareva, anche sotto la pioggia. Pensavo: “ma guarda che casino oh, per un libretto”. Poi ho scoperto che non solo leggevano un libro, in silenzio, ma addirittura manifestavano, per diritti che non esistono. Allora mi si è accesa una lampadina ed ho pensato “jjjjenial” come diceva una volta un cuoco che conoscevo! Geni, geni indiscussi, si perché in un paese in cui si manifesta sempre troppo tardi era finalmente arrivato il momento che qualcuno si prendesse la briga di fare una manifestazione per un qualcosa che non esiste ma che forse esisterà. Io in tutto questo ci trovo del genio, del futurismo, provo un sentimento simile all’amore. Beh, io sono apertamente antigay, e questo lo sanno tutti. Il motivo è semplice, ci avete portato via tutto, ma il torto più grande rimane sicuramente uno: Riky Martin. È si cari miei, io non dimentico. Lo so che negli anni in cui imparavo tutti i suoi balletti sicura che lui mi avrebbe scovato e sposato voi ve la ridevate in silenzio perché già sapevate la verità. Mentre io piangevo disperata in bagno, voi eravate più felici di Crudelia DeMon che per sbaglio trovava pellicce in sconto al 80%. Guardate, lasciamo perdere che se ci ripenso mi sale l’ansia.

Da un po’ di tempo, seguo il blog di The Queen Father, lui non solo è un papà gay ma è anche un mago della cucina e ha un giardino che io non riuscirei a raggiungere neanche nei miei sogni più remoti, neanche se arrivasse il genio della lampada ed esprimessi tutti i miei 7 desideri per fare un giardino come il suo. Bona. Io mi immagino suo figlio a scuola con un mio ipotetico futuro figlio. Mio figlio che torna da scuola e mi dice: “mamma perché il figlio di Queen ha un papà che sta a casa come te, si prende cura della casa come te ma la loro casa è più figa? Perché queen sa cucinare e tu no? Perché queen ha il giardino figo e tu no? Perché?”

Capirete anche voi che la rosicata parte in automatico, insomma va bene tutto ma a tutto c’è un limite. Poi, mettiamo che la mia amica, quella tettona, si sposi con la sua fidanzata e mettiamo caso che le nostre figlie (per puro caso) frequentino la stessa scuola e mia figlia torna a casa dicendo: “perché la mamma della little Funk è più figa di te? Perché non hanno un maschio in casa che le obbliga a guardare le cose che non gli piacciono? Perché in casa loro non c’è puzza di marcio? Perché a casa nostra i calzini sporchi sono ovunque? Perché?”

Capite amici miei, io mi posso solo schierare a favore dei miei amici sentinel, non ce la faccio proprio ad immaginare un mondo in cui la mia inferiorità mentale e pratica possa essere smascherata con tale facilità. I’m so sorry.

Adesso mi prendo un libro e mi metto a leggere, in divano però, perché a stare in piazza non ce la faccio, ormai c’ho na certa. Magari faccio la rivoluzione più avanti, quando qualcuno i diritti ce li avrà. Ooo ragazzi io sono alla vecchia scuola cosa volete che vi dica!

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7 pensieri su “Memorie di una sentinella

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