Le sberle volanti

L’altro giorno ho letto un articolo molto carino, scritto da una ragazza molto carina che guarda caso è Veneta, che poi non per fare quella di parte ma i Veneti sanno sempre tutto prima degli altri!

Beh insomma, lei parlava della nostalgia del passato e cose così, leggetevelo perché io non sono brava a fare i riassunti.

Quando ero in India, a parte le mille sfighe e i mille imprevisti, avevo delle piccole certezze, per esempio: il tizio che urlava “cappea moea” alle 9 del mattino, i tizi che suonavano le pentole nei giorni di festa, i bambini che dalle 16 alle 21 sbraitavano come dei pazzi, le 10dr che mi odiavano e il tizio delle riparazioni che mi lanciava sguardi strani ma solo se ero da sola.

Anche qua, a Fratte, ci sono delle piccole certezze che guai a voi se mi verranno a mancare, per esempio: G.M che lungo i fossi si mette a pensare, don F. che mi prende la testa e me la schiaccia, donna F. che prova a portarmi al rosario e il tizio che urla bestemmie ad ore imprecisate del giorno.

Ovviamente anche qui la contemporaneità ha fatto i suoi danni e io del passato rimpiango i vestiti indecenti che mi metteva mia mamma, le camicie con i colletti giganti ed i vestiti usati delle mie cugine. Al tempo li odiavo, ma adesso, in un mondo che ci vuole sempre più fighi sarebbero una manna dal cielo. Cioè avrei dei veri vestiti anni 80 e tempo qualche mese li farei tornare di moda, poi diventerei una fashion blogger e finalmente potrei sposarmi Briatore, coronando il mio sogno di bambina. Quanta fantasia eh?!

Mi mancano anche le sberle volanti di mio padre, erano bei tempi quelli in cui fare la ribelle aveva quel non so che di proibito, adesso al massimo mi guarda con una faccia come a dire: “cresci che è ora!”

Ci sono anche delle cose che mi mancano dell’India in questo momento, le dico giusto perché devo scrivere qualcosa di buono dell’India ogni tanto, giusto per fare audience, per attirarmi le grazie di Dio e perché se parlo troppo bene di Fratte poi voi iniziate a venire qui in ferie, ci portate un sacco di turisti e trasformerete questa piccola oasi di pace in un bordello senza fine. Verrano i pullman pieni di cinesi, i negozi che vendono le statuette di Don F., le cartoline con le frasi prese dal mio blog, il negretto che vi spaccia biglietti per l’India e vi accamperete sotto casa mia urlando: “michelina esci fuori che vogliamo vederti!”

Non dite di no perché so che vi state organizzando, volete fare una visita guidata a Fratte con tanto di degustazione alle varie sagre, ed intervista a G.M per capire il perché del suo pensare vicino ai fossi. Io ve lo dico, se prima non mi fate parlare con Barbara D’Urso non provateci neanche ad avvicinarvi a F.C o a me medesima.

Comunque, dell’India mi manca il caldo maledetto, il fatto che ogni giorno rischiavo di morire, le cose a basso costo, i miei adorati bambini e, ovviamente, mi manca aggirarmi per il cortile con Giuliano, che ormai era un cavallo, e assieme sembravamo più bulli di due gangster del Bronx.

Ma tutta sta manfrina ha uno scopo, io vi volevo chiedere una cosa visto che siamo in tema di confidenze, ma secondo voi una volta il gelato Winner Taco non era più grande?! Secondo me si, e di sicuro costava anche meno perché io non le avevo quattro mila lire per comprarmi un gelato maledetto. Quelli si che erano bei tempi, quando il gelato costava pochissimo, quando io andavo in giro con la mia bici rosa, le mie camice di una taglia in più e il mio pensiero più grande era: “i miei soldi li spendo per comprarmi il cioè o quell’altro giornaletto in cui ci sono scritte le cose più spinte?” Alla fine compravo il giornale con il regalo migliore…. ma a chi voglio darla a bere? È ovvio che compravo il giornalino con le cose più spinte!

P.s stasera a Fratte Centro (nel bar che tutti sappiamo) siamo in festa, quindi voi maledetti forestieri non provateci proprio a rubarci i posti migliori, e quando dico forestieri mi rivolgo a tutti quelli che non sono di Fratte Centro!

P.p.s Barbara posso raccontarti un sacco di racconti divertenti e un sacco di gossip e drammi, invitami e vediamo come gestire la cosa, quando piangere e quando stringerci la mano come vecchie amiche.

P.p.p.s se mi vedete in giro siete pregati di dire “o mio dio Michelina ma quanto sei brava a scrivere? Ti adoro, sei il mio idolo, non so come ho fatto a vivere senza sopravvivereinindia!”

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4 pensieri su “Le sberle volanti

  1. Cioè, ha fatto la confusione sessuale delle ragazze di una generazione … Ti ricordi gli inserti staccabili, in carta NON patinata x dargl un tono scientifico, con disegni dell’apparato riproduttore?
    E il ‘petting’ di qua, ‘petting’ di là, io che andava a scuola dalle suore in cui tutto era proibito, guardavo alle ragazzine delle scuole pubbliche e pensavo: andranno all’infernissimo.

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