L’India, l’Italia e le donne

Se c’è una cosa che odio sono di sicuro gli esseri umani! A volte non capisco come abbiamo fatto a non estinguerci! Ma dai, parliamoci chiaro, l’essere umano si complica la vita, si crea problemi da solo, odia il prossimo e guarda programmi televisivi come Forum. Lo facciamo tutti, prima o poi, tutti quanti. Io per essere politicalicorect odio tutti senza distinzione di razza o religione, senza stare tanto a guardare se sono bianchi, neri, gialli o grigi. Odio tutti per partito preso! Questo mio odio per partito preso si è aggravato con la paura di stare vicino agli altri, poi è migliorato, poi si è aggravato in India, poi è migliorato. Anche gli indiani con me hanno adottato la tecnica del “prima ti odio e poi vediamo come va”. Infatti, all’inizio, non è che ci stessimo tanto a genio, e pensare che io ero arrivata in India con la filosofia del “ce provo e inizio ad amarvi tutti”, ma si sa che chi nasce tondo non può morire quadro, quindi tornai sui miei passi, ricominciai ad odiare. Poi arrivò la fase dell’accettazione e poi la fase dello scuotimento della testa.

Fatta questa premessa (inutile come tutte le mie premesse) vi voglio mostrare un post pubblicato da Naty…. Naty per gli amici, Natalino Balasso per tutti gli altri. Questo post me l’ha mandato un amico, il suddetto amico ha poteri soprannaturali… e non scherzo. Io questo amico non lo contraddico mai, questo post però, come la corazzata Potemkin, è una cagata pazzesca… io ve lo pubblico e voglio sapere il vostro parere.

“Esempio di giornalismo eclatante quanto cieco. Sul Corriere troviamo questa notizia:

“Ogni giorno in India subisce violenza sessuale una donna ogni 21 minuti. L’ultimo episodio è quello di una madre di famiglia violentata dai poliziotti mentre chiedeva notizie del marito che era stato arrestato. Il tema della violenza sulle donne provoca sempre più preoccupazione nella società indiana, scossa dall’efferatezza degli ultimi episodi resi noti alle cronache”.

Oltre all’Italiano approssimativo che ci spinge a sperare che non si tratti sempre della stessa donna, c’è un evidente intento denigratorio. È vero, ci giungono notizie di stupri in India, notizie a grappolo direi. Su FB queste notizie spingono la maggior parte dei commentatori compulsivi a sparare frasi come: “In India l’importante è non toccare i pescatori” oppure “e intanto i nostri marò sono in galera” oppure gentilezze come “razza inferiore”.

Devo dire che questo sembra l’intento del giornale, cioè spingere la gente di questo ameno Paese a ritenersi superiore agli indiani, i quali fanno uno stupro ogni 21 minuti, quindi sono selvaggi.

Noi invece…

Già, e noi? Forse il Corriere si è premurato di controllare le statistiche nostrane? I giornalisti sono pagati poco, è questa la scusa. No, dico io, questo giornalismo è un campionato d’incompetenza (o di malafede).

Secondo l’Istat, ad esempio, nel 2011 ci sono stati in Italia 13 stupri al giorno. Cioè uno stupro ogni due ore. L’anno successivo si parlava di 15 stupri al giorno dei quali, udite udite, meno del 10% attribuibili a stranieri. Sembrerebbe comunque esserci un abisso tra le nostre 2 ore e i 21 minuti dell’India. Se non fosse che in India ci sono un miliardo e duecento milioni di persone, mentre in Italia non ce ne sono nemmeno sessanta milioni. I 13 stupri dell’Italia andrebbero quindi moltiplicati per venti per ottenere un risultato assimilabile. Risulterebbero insomma, approssimativamente, 250 stupri in Italia ogni 72 stupri dell’India.

Qual’è dunque la razza inferiore?

Quindi o le cifre non sono quelle riportate e quindi l’articolo è inutile, oppure noi siamo peggio degli indiani, e quindi l’articolo è una cazzata.

Complimenti al Corriere, ma le notizie le cercate su Lercio?”

 

Prima di tutto, secondo me, prima di sparare cifre e statistiche bisognerebbe considerare la situazione della donna in Italia e della donna in India.

In Italia la donna conta qualcosina, in India la donna conta poco, e in certe zone, non conta niente. In India la donna, molte volte, non si può scegliere il marito, se il marito la lascia a lei non rimane niente, se non può fare figli l’uomo ha tutto il diritto di lasciarla e molte volte viene considerata un’appestata. In India le mamme single non possono tenere i bambini, ed in India sapere il sesso del bambino prima del parto è illegale perché molte volte le bambine venivano abortite solo perché bambine. In India e in Italia le maggiori violenze avvengono in casa, in famiglia e se in Italia questi tipi di violenza sono difficilmente denunciate figuriamoci in India, si perché tante donne pensano che se denunciano gli stupri subiti in casa poi non le sposa più nessuno. Ci sono vari fattori che differenziano la situazione per la donna in India e in Italia, per esempio io a Pune non girerei mai a piedi alle 10 di sera da sola, cosa che farei a Fratte Centro.

Non possiamo, secondo me, basarci solo su dei dati, anche perché da quel post sembra che la situazione violenza sulle donne in India non sia poi un grosso problema paragonato all’Italia, invece non è per niente così. La violenza e la situazione delle donne in India deve cambiare e ben venga se qualcuno ne parla.

Da quando è morta la ragazza a Delhi a causa delle lesioni interne causate dallo stupro di massa, i giornali non possono più tacere su quello che succede in India e secondo me era ora, perché se qualcuno ne parla magari ci sarà qualche cambiamento. Già dopo quell’episodio le pene per gli stupratori si sono inasprite, che poi serva o no quello lo vedremo.

Concludo dicendo che, alla domanda qual è la razza inferiore io rispondo così: non c’è una razza inferiore, c’è un uomo inferiore ed è quello che stupra o picchia una donna indifesa, non importa se quest’uomo è italiano, indiano o di qualsiasi altra razza, io quando sento notizie di stupri penso sempre che l’essere umano merita l’estinzione. Punto. E voi?

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2 pensieri su “L’India, l’Italia e le donne

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