The Pavans are back

Siamo atterrati, ci siamo già ubriacati e abbiamo mangiato come vitelli tanti vitelli! Sono rilassata e in famiglia… ho scritto rilassata non in forma! I nostri amici sanno che in India il vino scarseggia quindi ci stanno “impongando come ochi”.

Adesso che sono a Fratte City e a Camposampiero state of mind  posso fare alcune precisazioni.

Ho iniziato a scrivere il blog quasi per scherzo, ma sta diventando sempre di più una cosa seria. Mi piace scrivere, mi piace che la gente mi legga, mi piacciono gli apprezzamenti e mi piacciono anche le critiche. Perché le critiche ci vogliono, altrimenti non sei nessuno! Perché nel bene o nel male l’importante è che se ne parli… e lo sa bene Fabio Volo che non mi piace ma li mortacci sua ha un sacco di soldi e di lettrici giovani e fighe! L’unica cosa che voglio precisare è che il mio non è un blog scritto da una persona seria e intelligente, ma è scritto da ‘na ragazzetta piccola e scema quindi non stupitevi se a volte i miei discorsi non hanno molto senso! Un’altra cosa, so che molte expat sono expat da una vita quindi danno per scontate cose che per me non lo sono, è normale che se un giorno io vedo un paesaggio meraviglioso e subito dopo uno cerca di ucciderci in macchina io arrivo a casa e scrivo di quello che prova ad uccidermi, semplicemente perché lo spavento ha oscurato il ricordo del paesaggio! Cercherò (adesso che sono a casa, con la mente sgombra e rilassata) di scrivere di tutte le cose belle dell’India che magari ho dimenticato perché ero troppo impegnata a sopravvivere!

Tante donne hanno vissuto in India, alcune si sono trovate bene altre no, io non giudico nessuno perché un’esperienza all’estero è un’esperienza personale che più personale non si può. Per esempio nella mia society vengo trattata male dalle donne ricche indiane, vengo derisa perché sono nera con piercing e tatuaggi ma io (a volte)  ci rido sopra e lo scrivo (sempre)  nel blog e spero di fare ridere anche voi. La mia esperienza non può essere paragonata a quella di una donna che in India è stata accolta benissimo, ha vissuto in pace dall’inizio, magari con la donna delle pulizie che non puliva ad uccello e l’autista che la aiutava ad ambientarsi. Vi ripeto l’India e la vita in india è diversa per ognuno.

Io di sicuro non odio l’India e non voglio andarmene dopodomani solo perché vengo trattata male, io voglio continuare a lottare e voglio cercare di ritagliarmi il mio spazio in un paese con mille difficoltà. Sapete non è facile esporsi con un blog, non è sempre facile cercare di ridere su quello che ti succede. Tante volte però attraverso il blog riesco a trovare la carica per andare avanti e certe volte, certe critiche fanno davvero male, perché ti chiedi: “ma cosa sto facendo? Che senso ha? Non era meglio quando si stava peggio? Quando i treni arrivavano in orario e io mi facevo quasi uccidere senza dirlo a nessuno?”. Poi però ti arriva quel messaggio con tanti complimenti ed incoraggiamenti e allora capisci che forse non stai proprio sbagliando. Io lo faccio soprattutto per me e devo dire che, per adesso, sono abbastanza soddisfatta, spero di continuare a farvi divertire anche perché come dice “il mio compare” (uomo saggio, eccellente liutaio e amico di merende di PCLPLDCDNT) la vita all’estero è personale e nessuno può giudicarla.

Bon spero di essermi spiegata, adesso però devo andare che la carne, il vino e lo spriz mi chiamano, ma ci sentiamo presto anche perché devo raccontarvi del mio penultimo giorno in India… ne sono successe delle belle e so che non vedete l’ora di leggerle!

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8 pensieri su “The Pavans are back

  1. Non devi giustificarti. Questo e’ il tuo blog, e’ il tuo filtro, come ti ha scritto Havas qualche giorno fa: non sei una giornalista ne’ una storica. Sei una persona che vive in un posto che ha delle assurdita’ e delle cose belle, come qualsiasi altro posto. Sicuramente per te adattarti e’ molto, molto piu’ complesso di quanto lo sia per uno che si trasferisce in Usa. Io capisco una parte delle critiche, perche’ alcune cose che racconti sono divertenti e trovano terreno facile proprio per il posto in cui sei andata a vivere. Capisco chi parla di “razzismo”, ma non indirizzato a te, quanto all’occidentale che per esempio ride delle vacche sacre. Le capisco, ma non condivido le critiche che ti vengono fatte. E poi hai uno stile davvero brillante.
    Mi permetto di linkarti questo mio post con le fasi del cultural shock http://erolucyvanpelt.blogspot.com/2012/05/shock-culturale.html Nel mio piccolo, pure io ho avuto difficolta’ ad accettare la (sotto)cultura di qui. Goditi famiglia, amici, cibo e alcool!

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    • é bellissimo il tuo post! Grazie, lo sai che il tuo sostegno è sempre apprezzatissimo! Lo so che dovrei fregarmene ma a volte certe persone si sentono in diritto di fare critiche pesanti e non capisco perché. Ma io continuo a scrivere e chissene! Poi adesso sono a casa, ho più tempo da perdere e più carne da mangiare!

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  2. Pingback: I filtri emotivi e i propri vissuti | vortoj vortoj vortoj

  3. Io quello che penso l’ho già espresso in un commento precedente. Ti ho anche appena citata nel mio ultimo post proprio a proposito del fatto che ogni espatrio è differente. Non sentirti in dovere di giustificarti, come dice Lucy, e come lei so che col tempo arriveranno anche i post “meno arrabbiati” dove saprai descriverci le piccole bellezze che l’India ti riserva. Goditi la vacanza!

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    • Bellissimo il tuo post… a me l’America affascina un sacco ma capisco che il problema delle armi non è proprio una cosetta da prendere alla leggera. Adesso sono a casa e rimarrò qui per un po’ di mesi quindi avrò tempo per rilassarmi e scrivere di tutte le cose belle dell’India e (ovviamente) di Fratte City!

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  4. Concordo con Lucy e Aver. Questo è il tu blog, parla della tua vita in India attraverso i tuoi occhi e le tue personali esperienze. Non devi giustificarti. Leggo sempre i tuoi post, non i commenti quindi delle critiche non ne so nulla, andrò a leggerle.
    I primi tempi da expat non sono facili da nessuna parte, probabilmente ancor di più in un paese culturalmente molto lontano dal nostro, dove tutto è diverso da ciò a cui siamo abituati, dove tutto è “strano”. Quando mi hanno fatto un’intervista per il blog alla domanda “qual è stata la prima cosa che hai fatto arrivata in Canada?” Sai qual è stata le mia risposta? “Ho pianto”.
    Con il tempo le cose migliorano, imparerai anche ad apprezzare gli aspetti più particolari della vita indiana e a ridere di quelli più difficili (come già fai).
    Esci, vai alla scoperta del Paese in cui vivi, sicuramente ti emozionerai e troverai qualcosa di magico.
    E fai tante foto da farci vedere!!
    Intanto goditi la pausa in Italia. L’ossigeno di casa rigenera sempre l’umore.
    Un abbraccio

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    • le critiche, anzi, la critica più dura non è arrivata qui ma su un altro social! Sai qual’è la cosa che più mi ha indignato (senti che parolone che mi vengono!) che tante donne expat non capiscono che ogni esperienza è diversa sembra che siccome per loro è stata un’esperienza super positiva è impossibile che per altri non sia così, e secondo me dire a una persona “è meglio se te ne vai e smetti di criticare” è proprio da maleducati. Io cercherei di consolarla e di darle forza. secondo me i gruppi per expat su fb sono un ottimo strumento per condividere le proprie esperienze ma, a volte, diventano solo un palco per sparare sentenze e questo mi fa proprio indignare (adoro la parola indignare!)

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      • Vedrai che anche la tua esperienza diventerà positiva, ci vuole solo tempo.
        Penso di aver capito quale sia il post oggetto a critiche, può essere frainteso in effetti. Ma rimango dell’idea che sia solo questione di “ambientamento”. In fondo noi non abbiamo scelto dove espatriare, abbiamo seguito qualcuno che ha seguito il suo lavoro… se ti va leggi qui: http://mammacongelo.com/2014/06/02/quo-vadis-baby/
        Buone ubriacate! 😉

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