Shameless

In India ho superato tanti ostacoli, il primo fu l’immigrazione, ma la vittoria più grande fu sicuramente la guarigione dalla mia “agorafobia indiana”!

Appena arrivata in India non volevo ammettere che la realtà mi aveva colpito in faccia come un pugno dato da Bud Spencer, facevo la dura, continuavo a dire a tutti che l’India era strana ma non mi aveva sconvolto, continuavo a ripetermi che andava tutto bene… in realtà dentro tremavo di paura! Pensate per un attimo, partite da Venezia e arrivate in un paese in cui la gente cammina scalza per “strada”, caga per strada, sputa per strada, guida al contrario, suona il clacson come se non ci fosse un domani e, ciliegina sulla torta, tutti ti fissano come se fossi un maledetto alieno! Non parlo di occhiate veloci, io parlo proprio di persone che si fermano ed iniziano a fissarti, sghignazzano e ti indicano con il dito (cosa che tua mamma ti insegna a non fare all’età di 6 anni) parlano in hindi e guardandoti si mettono ad urlare…. Adesso non so voi ma io l’avevo presa abbastanza male e il fatto che non volessi ammettere il mio disagio non migliorava la cosa. Vi do un consiglio, quando arrivate in India non preoccupatevi di urlare ogni mattina dalla finestra “Gesù dove cazzo mi hai mandato” tanto nessuno vi capirà e voi vi sentirete solo meglio!

La mia “agorafobia indiana” peggiorò di giorno in giorno e alla fine del primo mese il tragitto più lungo era casa-palestra… e la palestra è esattamente sotto casa dentro alla society, quindi non dovevo varcare il terribile cancello. Fuori dal cancello si nascondevano cani ferocissimi e indiani ancora più feroci pronti a prendermi per il culo solo perché al posto del sari indossavo maglietta e pantaloni… come il resto del mondo. La situazione si faceva sempre più scottante perché PCLPLDCDNT continuava a chiedermi di andargli a comprare cose in giro e le mie scuse ormai erano più assurde delle scuse indiane. Per capirci ad un certo punto ho utilizzato la vecchia frase “oggi non sono andata perchè stavo male, penso di essere in una fase della mia vita in cui tutto scorre veloce e io non riesco a vivere, mi è anche andata una bruschetta nell’occhio”. Ero fuori controllo, grazie a dio la tv mi è corsa in soccorso!

In quel periodo mi drogavo di una serie tv di nome Shameless e guarda caso una delle protagoniste era una tipa che non riusciva ad uscire di casa. Manco a dirlo mi sono immedesimata subito in lei ed ho capito che gli indiani non potevano averla vinta, io mi sarei dovuta rassegnare alla vita in India e Gesù si era irrimediabilmente dimenticato di me, quindi d’ora in poi potevo fare affidamento solo sulle mucche sacre.

Dopo svariate prove e fallimenti un giorno decisi di fermarmi e meditare, passai tutta la mattinata a mettermi la borsa e togliermi la borsa come una stupida psicopatica, alla fine impugnai il cellulare e chiesi a tutte le mie amiche di darmi un supporto a distanza! Loro prima mi derisero poi capirono il problema e decisero di aiutarmi dicendomi: “de sicuro casa no te poi stare, al massimo i te ride drio ma amen, non guardare nessuno, fingi sicurezza, si gentile e risoluta ma soprattutto versi chea maledetta porta!”

Così in una maledetta mattina di ottobre finalmente mi decisi ad uscire… Non fu per niente facile!

Ovviamente l’obiettivo era: baracchino della frutta e delle patatine (perché venda cose salutari miste a cose non salutari lo sa solo lui), il baracchino della birra e il baracchino delle sigarette, qua sono tutti baracchini. Arrivare al baracchino della frutta è stato facile, basta camminare sul marciapiede, evitare le merde di cane, prendersi la frutta, pagare ed andarsene. Il baracchino della birra è stato un po’ più complicato, primo perché è più distante, secondo perché devi per forza parlare con il tipo. Per arrivare dal “birraro” devi passare tutta una serie di baracche compresa la baracca del pescivendolo. Questo personaggio espone tutto il pesce sopra ad una lastra di ferro. Voglio precisare che ad ottobre la temperatura raggiunge i 25/30 gradi e il pesce è bello allineato sopra questa lastra di ferro senza ghiaccio. Io vorrei sapere chi rischia la vita mangiando del pesce che se tutto va bene riesce a morire e resuscitare sette volte durante un solo giorno. Torniamo al “birraro”, quando finalmente riuscì ad arrivare da lui il commesso stava dormendo, e non parlo di un piccolo nap, parlo di una vera e propria dormita con tanto di russata finale! Svegliarlo non fu facile, ovviamente non fu neanche facile spiegargli cosa volevo! Il baracchino delle sigarette invece fu una passeggiata. La parte più bella fu sicuramente il ritorno a casa, ero finalmente riuscita a vincere la mia paura, a vincere gli indiani ed a svegliare il tipo che vendeva le birre. Ero riuscita a scansare chi mi derideva e nessuno mi aveva investito, ero anche riuscita a parlare con il commesso e ve lo giuro a volte parlare con gli indiani non è per niente facile anche perché con la testa vi fanno segno di no, con la bocca vi dicono di si, ma alla fine stanno fermi perché non hanno capito cosa gli hai chiesto!

Quel giorno capì che qua le cose te le devi guadagnare piano piano, che vivere in India non è facile, non è facile sconfiggere la paura verso gli indiani ma prima o dopo li devi affrontare…. Spero che mi diano un po’ di tregua o per lo meno che il commesso delle birre la smetta di prendere sonno ogni volta che vado da lui!

Annunci

4 pensieri su “Shameless

  1. E questo post così snobbato? Io l’ho trovato meraviglioso. Ti leggo da poco Michela, chea forza sia con te 🙂 aggiornaci sui progressi e sulle disavventure.

    P.s sono la rompipalle che ha preteso il pulsante ‘follow me’. Grazie.

    Mi piace

  2. Pingback: L’India, l’Italia e le donne | sopravvivereinindia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...