La pagella

Quando ero alle elementari e mia mamma andava a prendere la pagella, tornava sempre a casa con il predicozzo già pronto. Le rogne erano sempre le solite: “sei troppo distratta, potresti fare di più, ma perché non ti impegni, te stuassi a teevision ogni tanto, ma cossa gaea i spini chea carega che no te riessi star senta, non ascolta-chiacchera-sovilla-stanca”. Va beh, l’ultima è una citazione dagli Offlaga Disco Pax ma la storia, più o meno, è la stessa!

Quando iniziai le medie la storia non cambiò, alle superiori invece il predicozzo si trasformò nella fatidica minaccia: “sta attenta cara mia perché stanno i te BOCCIA”… me l’ha continuato a ripetere per tutti e cinque gli anni di superiori, anno dopo anno, giorno dopo giorno la fatidica bocciatura era sempre li in agguato che aspettava il mio passo falso.

Devo fare una premessa, mia nonna materna si è sempre vantata perché nessuno in famiglia è mai stato bocciato, mia nonna ha undici figli, più di venti nipoti e nessuno è mai stato bocciato. L’incubo della “prima bocciata in famiglia” mi ha perseguitato fino alla laurea, il suo sguardo mentre pronunciava la parola NESSUNO mi opprime tutt’ora! Povera Isetta, solo un mese fa scoprì che in realtà un mio cugino fu bocciato alle superiori, ma nessuno lo disse mai al parentado!

Torniamo alla Ciana e alle sue orribili minacce! Fin dalle elementari, quando mia mamma mi chiedeva di impegnarmi di più, io le rispondevo: “si ma guarda tizio ha un sacco di insufficienti io non ne ho nessuno” e lei prontamente mi diceva: “ti moeghea de vardare quei che fa peso e varda quei che fa meio”. A questa affermazione non sapevo mai come rispondere e lei lo sapeva bene! Cosa potevo dire? Basita come pochi mi arrabbiavo con Gesù (e non scherzo), perché ha creato queste persone, questi esseri bravi a scuola, queste persone che la scuola la amavano davvero? Se siamo tutti uguali perché gli altri non erano come me, insofferenti alle regole scolastiche, incapaci a stare seduti su quelle schifosissime sedie di legno? Lo so, è facile prendersela con Gesù o con la chiesa cattolica ma al tempo odiavo andare in chiesa e odiavo la scuola così decisi di mixare l’odio per la scuola incolpando Gesù! Mannaggia al cattolicesimo!

“Guarda chi fa le cose bene e non chi fa le cose a cazzo di cane”, me l’ha ripetuto per anni anche il mio coinquilino e devo dire che lui è un mix fra mia mamma e mio papà… non so se gli ho mai dato ascolto!

Arrivata in India, iniziai a notare che qui le persone più che “vardare quei che fa meio” loro amano “vardare quei che fa peso”, in pratica loro guardano il mondo come lo guardavo io alle elementari. Per esempio, l’altro giorno ero con un’amica indiana, mi lamentavo del caldo e del fatto che, nonostante l’afa terribile, fossi costretta ad indossare pantaloni lunghi. Lei mi rispose così: “beh ma è meglio con i pantaloni lunghi e le maniche lunghe così non ti scotti, poi pensa alle donne col burka, pensa alle donne che vivono nei paesi in cui il burka è obbligatorio, sai se vai li anche tu sei costretta ad indossarlo, capisci alla fine quanto sei fortunata?”. Fortunata de che? Non vedi come mi sto sciogliendo? Sto scolorendo.

Devo ammettere che all’inizio mi aveva quasi convinto, poi mi è tornata in mente la frase “no sta vardare i pi stupidi”.

“Vardare i pi stupidi” non è solo uno sport in india, è proprio lo sport ufficiale! Gli indiani lottano per fare degli esempio ridicoli su posti che secondo loro sono peggio dell’India. Ovviamente gli esempi sono tutti più o meno così: “mio cugino mi ha detto che, io lo so perché l’ho visto alla tv, ho sentito che, la mia amica mi ha detto che un cugino le ha detto”. Loro sanno tutto per sentito dire, adesso ditemi voi se non sono avanti, loro sanno le cose senza vederle! Sono pozzi di saggezza, poi ci parli per un pochino e capisci che il tizio che ti sta dicendo che in occidente si vive di merda in realtà l’occidente non sa neanche dov’è!

Le migliori scuse le senti quando gli fai notare che la vita in India per le donne non è sempre facile, le migliori risposte sono: “in Pakistan è peggio, non è vero, prova ad andare in Pakistan, no le donne stanno bene… adesso guarda il Pakistan invece”. Ciccio, ho capito che il Pakistan è peggio, i Pakistani alla fin fine sono vostri cugini alla lontana quindi fate do conti… ma caro il mio indiano iniziamo a guardare “quei che fa meio” o no?!

Lo so, dovrei rispettare le loro regole e qua la regola principale è “vardare quei che fa peso”, ma dopo anni e anni di addestramento, dopo lotte e rivoluzioni, dopo essermela presa con la Chiesa Cattolica, dopo aver compreso ed accettato “quei che fa meio” come faccio a cambiare credo? Come posso spiegare agli indiani che in Pakistan (forse) si sta peggio ma in India si starebbe meglio se mettessimo un pochino da parte certe regole inventate al momento e iniziassimo tutti a darci una regolata, possiamo iniziare con poco ed arrivare a tanto… Per esempio, ste mucche sacre… cosa vogliamo fare???

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