Die hard

Oggi per la millesima volta hanno provato ad investirci! Siamo pedine facili e ce la cerchiamo anche. Infatti, invece di prendere un rickshaw noi amiamo girare in macchina o in moto, oppure nei giorni in cui ci sentiamo più spregiudicati che mai andiamo in giro a piedi.

Oggi per la precisione eravamo in moto. La nostra moto fa un rombo che mi fa tornare in mente solo i peggiori film di rete 4… non so perché, ma mi evoca rete 4. La “nostra” moto (io la chiamo nostra ma di mio c’è ben poco!) oltre a fare un rumore della madonna ha anche un sacco di adesivi per fare pubblicità alla ditta colpevole del nostro trasferimento… in poche parole siamo più riconoscibili di una carovana rom.

Solitamente gli attacchi da parte degli indiani sono duri ed efferati. Per esempio aspettano quatti quatti e al momento buono ti tagliano la strada, attraversano la strada nel momento in cui stai passando, o semplicemente provano a buttarti fuori strada… ma non è colpa loro, non sono cattivi semplicemente loro non ti vedono! Si, perché l’indiano quando guida guarda avanti… e basta! Se tu gli sei dietro o di lato non sei nel suo raggio visivo! Tutto un altro discorso se sei a piedi. Se cammini e malauguratamente devi attraversare la strada, prima faresti bene a:

  1. calcolare la velocità della macchina.
  2. iniziare ad attraversare la strada, non avere paura tanto dopo due secondi sarete già in dieci in mezzo alla strada.
  3. Non pensare mai che la macchina che è a cinque centimetri da te si fermerà. Non succederà mai.

Infatti, gli indiani devono avere qualcosa nella macchina che gli impedisce di fermarsi, anzi gli impedisce di fermarsi nei posti adatti! Si fermano solo nel bel mezzo di una curva, davanti all’entrata di un qualsiasi luogo pubblico impedendone l’accesso o davanti a casa tua quando vuoi entrare… e non lo fanno con cattiveria ma per il semplice fatto che loro non ti vedono!

Devo precisare che l’India non è brutta come si potrebbe pensare, anzi è un posto magnifico per imparare a sopravvivere.

Per esempio ho amici che hanno vissuto a Berlino, ad Amsterdam, a Londra, in Svizzera in Australia o in posti diciamo “un po’ più ordinati” dell’Italia e appena rientravano in patria esordivano dicendo: “ l’Italia è una merda, c’è sporco ovunque, ritardi pazzeschi, cose che succedono solo qui, gli italiani poi non parliamone”. Beh io non ho di questi problemi!

Quando torno in Italia è tutto così ordinato, pulito, ci sono così tante regole, le macchine rispettano il codice stradale, la vecchia che insulta il tipo che non raccoglie le cacche del cane (ieri un bambino indiano ci ha chiesto perché raccogliessimo le cacche del nostro cane!), la gente che prima di buttare una cartaccia per terra si guarda intorno, gente che si nasconde per bruciare la plastica… ci sono giorni in cui mi sento veramente confusa. In quei giorni, quelli più duri, i giorni in cui mi sento male, in cui l’ordine mi fa venire attacchi di panico faccio una cosa, molto semplice in realtà, fisso un appuntamento ad un ora precisa, prometto di essere in orario e prendo il treno. Trenitalia sa sempre come far riemergere la cattiveria, come creare caos e come far riemergere sentimenti positivi verso paesi in cui se uno ti taglia la strada ha anche il diritto di mandarti a fanculo! 

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Un pensiero su “Die hard

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