No India no cry

Quando Giuliano mi chiede “ti manca l’Italia” io gli rispondo di si… Solitamente a questo punto lui si mette a pisciare sul pavimento. Giuliano è nato in India ma naturalizzato padano, stiamo creando un mostro.

Quando i miei amici “italiani dalla nascita” mi chiedono “ti manca l’Italia” io gli rispondo di si… loro non si mettono a pisciare sul pavimento ma fanno di peggio, mi guardano come se fossi un’appestata. Perché vivere in Italia e odiare l’Italia va bene, ma se te ne vai dall’Italia e per sbaglio dici che l’Italia ti manca la gente pensa: o che li prendi per il culo, o che sei scema o che meriteresti di partecipare al programma “malattie imbarazzanti”. Preciso che nessuno mi chiede mai “ma torneresti in Italia?” perché la risposta molto probabilmente sarebbe no.

Dell’Italia, anzi del Veneto, mi manca tutto! Mi manca poter parlare in dialetto, oppure passare dall’italiano al dialetto con una disinvoltura quasi commovente. Mi mancano gli sguardi delle persone quando passo dall’italiano al dialetto, sono stupiti e orgogliosi allo stesso tempo, solitamente lo stupore è sono seguiti dalla frase: “vara sta negretta come che a parla ben el dialeto”. Qua non mi capisce nessuno neanche se parlo inglese! Io ci provo anche ad avere l’accento da indiana, ma non ci riesco mai, anzi le volte che ci riesco il mio interlocutore parla solo hindi. Sono convinta che sia tutto un complotto.

Del Veneto mi mancano i vecchi che bestemmiano al bar e giocano a carte, mi manca quella puzza da osteria e, ovviamente, mi manca il vino (una volta abbiamo provato a cucinare la carne e ad aggiungerci un po’ di vino rosso indiano… la carne è diventata viola). Qua il vino che al supermercato in Italia pagheresti massimo 4,99 euro, costa minimo 25 euro e quando lo bevi ne gusti ogni sorso! Gli alcolici in generale costano un sacco rispetto al cibo. Per esempio la birra più economica costa un euro tanto quanto un menù completo al McDonald’s… menù veg ovviamente perché qua il panino con la carne di mucca te lo sogni!

Questa è un’altra cosa che mi manca dell’Italia, mangiare le mucche e i maiali! Non te ne rendi conto finché non rimani qui per minimo tre mesi. Il primo mese lo passi tranquillamente anzi alle volte pensi addirittura di diventare veg, il secondo mese inizi ad andare in astinenza da vino, bestemmie al bar, partite a scopa e birra decente. Il terzo mese inizi a delirare, piangere senza motivo, vomitare verde e alle volte nel bel mezzo della notte ti ritrovi in salotto a sbattere la testa contro il muro. È vergognoso lo so ma sono sicura succeda a tutti (solitamente dopo il terzo mese qualcuno torna in Italia e ritorna in India carico di carne e vino!). Il principio per cui gli animali sono sacri e non vanno mangiati mi va anche bene, le incongruenze iniziano ad essere visibili solo dopo il secondo mese. Prima di tutto loro dicono di non mangiare il maiale perché il maiale è sporco e mangia le immondizie e fin qua va bene, dimenticano però che anche le mucche che girovagano per strada mangiano le immondizie, ma questo un indiano non lo ammetterà MAI.

Il problema della mucca sacra mi perseguita ogni giorno ecco perché:

  1. le mucche indiane mi piacciono ma secondo me hanno un qualcosa di diabolico dietro alla loro faccetta innocente.
  2. Immagina la scena: tu che cammini tranquillamente fra una macchina che cerca di ucciderti e un motociclista che non accenna a rallentare anche se ti è di fronte, e spunta una mucca… da dove non si sa ma spunta e il caos inizia a regnare sovrano.
  3. Immaginiamo una scena ancora più pericolosa della seguente: stai guidando di notte, non c’è una luce neanche a pagarla e ad un certo punto davanti a te trovi una mucca e un elefante… IN MEZZO ALLA STRADA. Cosa puoi fare? Niente. Per i primi 5 minuti cerchi di ricomporti e provi a smettere di urlare, poi aspetti… e aspetti… e aspetti.

 

Perché è bello essere vegetariani, ma solo se lo scegli tu!

 Immagine

 

Giuliano mentre ascolta i miei aneddoti veneti.

 

 

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