Viaggiar descanta

 “Viaggiar descanta ma chi parte mona torna mona… questo vara de ricordarteo sempre”.

Un giorno a catechismo la suora si girò verso di me e con la faccia rossa d’odio mi disse: “se continui così Gesù ti punirà”. Io me l’ero cercata alla grande, avevo messo in dubbio l’antico Testamento facendo notare che Adamo ed Eva avevano avuto due maschi, uno aveva ucciso l’altro e ad un certo punto erano comparse le femmine… da dove non si sa!

Credo che quello sia stato un giorno decisivo per la mia vita, il giorno in cui ho smesso di rompere i coglioni con le domande! Non c’è niente di più bello del crogiolarsi nell’ignoranza. Da grande me la sono cavata con poco, ogni tanto leggevo un giornale, riuscivo a capire le parole chiave, imparavo a memoria paroloni e mi piaceva vantarmi davanti ai miei amici… credo che qualcuno mi abbia preso sul serio qualche volta!

Non farsi domande e non rompere le palle è stato il mio motto per anni, finché un giorno mi sono svegliata in aereo e il giorno dopo mi sono risvegliata in India.

Magari qualche domanda avrei potuto anche farmela prima di arrivare a questo punto, ma complicare le cose anticipatamente, fasciarsi la testa prima di sbatterla, proprio non fa per me! Non sono programmata per questo. (Una volta ho conosciuto un ragazzo che per fare una gita di tre giorni aveva preparato un fascicolo plastificato con la descrizione dettagliata della gitarella. Io comprai la valigia tre ore prima di partire per andare in aereoporto).

Comunque non riesco a parlare dell’India senza compararla con Fratte Centro, ridente cittadina paragonabile solo a Cabot Cove senza la Fletcher… è di fatto un’oasi di pace.

A Fratte Centro le regole sono poche e chiare:

  1. quando parli devi stare zitto.
  2. Se te devi versere bocca pa parlare par gnente meio che te tasi.
  3. Prima de parlare bevi un giosso.

Basta.

Impari queste, impari un po’ di dialetto, impari a bere e sei apposto. Ti fermi un attimo al bar e in cinque minuti sai già quello che devi sapere.

Qua in india invece sono tutti un pochino più nervosetti. Per esempio le regole stradali cambiano sempre a piacimento del guidatore, se cammini sul marciapiede ma il tipo in macchina ha deciso che ti deve investire lui ti investe, se attraversi sulle strisce pedonali hai acconsentito a sfidare il guidatore che sta per arrivare e sta accelerando per sfidarti a sua volta.

Con questo non dico che in India siano tutti dei pazzi, ma un po’ più nervosetti si… ah e io con i nervosetti ci ho vissuti per anni, per esempio con il Sultano, una figura mitologica che mi ha ospitato nella sua casa. Il Sultano è un po’ un indiano occidentalizzato. Fa yoga, mangia sano, rispetta le religioni ma nonostante ciò non riesce a levarsi di torno questo nervosismo genetico! Lui non riesce a stare calmo! Una volta da bambina, dopo l’episodio della suora, ho iniziato a nascondermi dietro alle porte e a spaventare la gente. Una volta ho deciso di farla grossa e di spaventare il Sultano. Il piano era semplice quanto diabolico, dovevo mettermi dietro alla porta, aspettare che arrivasse, aspettare qualche minuto in modo da farlo sentire solo e a suo agio e ad un certo punto dovevo mettermi ad urlare come una pazza BUUUU.

Il risultato è stato: attacco di nervi del Sultano, predicozzo su quanto io sia scema a fare queste cagate, punizione immediata. All’epoca non capivo perché questi scherzi fossero divertenti solo in tv.

Tornando agli Indiani sono un po’ nervosetti e non sono meno strani della suora che mi ha spaventato per anni. Anzi alle volte penso che anche la suora fosse un po’ indiana, per esempio al catechismo ci spiegava che chi si baciava sulla bocca o faceva “quelle robe li” (come potessimo sapere in seconda elementare cosa fossero quelle robe li ancora non me lo spiego) saremmo andati dritti all’inferno. Anche questa non me la sono mai spiegata perché guardando la tv vedevo tutti questi che si baciavano sulla bocca e anche i grandi veri alle volte lo facevano… allora mi chiedevo ma in paradiso ci sarà qualcuno o no? Perché se c’è solo la suora forse è meglio che inizi a darmi da fare. Anche in India rispettano una logica strana che a che fare con “quella roba li”.  Qua tutti i film vengono censurati perché devono poter essere visti anche dai minori al di sotto dei 12 anni. E questo mi sta bene… però mi sono accorta che censurano solo scene di sesso. Per esempio alle quattro del pomeriggio tu puoi vederti “Pretty woman” censurato oppure puoi vederti “I.T” non censurato. Allora mi chiedo perché i bambini sotto i 12 anni se non hanno paura di “I.T” dovrebbero avere paura di Julia Roberts?

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10 pensieri su “Viaggiar descanta

  1. Pingback: The final countdown | sopravvivereinindia

  2. Pingback: Di gay, di chiesa e Mario Balotelli | sopravvivereinindia

  3. Al catechismo ero come te, però per autolesionismo ho continuato a farmi e a fare le domande. Ormai ho capito anche io che “beata ignoranza!” Dovrebbe essere più un mantra che un’esclamazione di disappunto!

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  4. Il mio catechista era un don Federico ….. un pezzo di manzo da 120 kg che quando accennavi a uscire dalla sua strada ti pestava un piede da davanti al banco. L’ho fatto solo una volta dopo ho imparato a tacere…..
    Julia Roberts….. ma hai visto che bocca che ha….. te magna….

    Ciao
    Massimo

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