Sopravvivere alle donne in India

Quando mi chiedono cosa mi piaccia di più dell’India, oltre alla solita banalissima risposta: i colori, i sorrisi delle persone, i poveri che ridono e blablabla, non posso omettere il fatto che dell’India mi piace anche l’assoluta mancanza di considerazione per le donne.

Potrebbe sembrare stupido, ma accorgersi di quando poco contano le donne in India è una scoperta continua che mi lascia sempre meravigliata e basita. Qui le donne, avendo meno diritti delle vacche sacre, per dare un po’ di brio alla loro situazione di persone bistrattate da tutti, cercano di farsi la guerra fra loro, un atteggiamento geniale che di sicuro è stato esportato in Italia da qualche hippie nostalgico. Continua a leggere

Sopravvivere alle cose che NON puoi fare in India.

India, paese famoso per la spiritualità, le vacche libere e la grande democrazia, un paese che con noi Veneti c’entra poco o niente, per questo Allah, Dio, Buddha o Arthur Fonzarelli hanno deciso di mandarmi qui, per sfidarmi e aiutarvi nel difficile transito: vita normale-vita indiana.

Iniziamo dicendo che per me la vita normale è quella veneta, fatta di prosecchi alle dieci del mattino, grappetta alle due e dopo a piede libero verso la sana via dell’alcolismo. Una bestemmia qua, un gesto dell’ombrello là, una presa per il culo, gran giri in bici e cose urlate in dialetto, a caso, a tutti, perché in paese non c’è nessuno che non conosci.

La più grande democrazia del mondo, invece, nasconde insidie e difficoltà difficili da capire e comprendere, per questo, amiche e adepti, voglio spiegarvi cosa NON fare a Pune!

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Sopravvivere agli espatriati

Torno dal mio primo sleepover indiano, un’emozione pari solo a quella volta che il mio amichetto IN e ricco mi aveva invitato ad una festa a casa sua.

Mio marito ha deciso di partire e andare all’avventura di paesi poveri, l’India non gli basta e lui è uno strano. La singletune imposta ha messo in stato di allerta i miei amici, si sono fatti in quattro per non lasciarmi mai sola e per controllare che io mangiassi a sufficienza!

In questi giorni in cui riscopro il piacere di essere figlia acquisita mi ritrovo a pensare a quante tipologie di espatriati ho incontrato, in questo angolo di mondo dimenticato da Shiva e anche da Pollon.

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Sopravvivere a Indianopoli

Pune in questi giorni raggiunge livelli di calore che l’essere umano difficilmente sopporta, immaginatevi con che attitude sopportiamo 40 gradi all’ombra indossando dei comodissimi pantaloni lunghi!

L’India è così, ti sprona a fare di più, a bestemmiare di più e a cercare soluzioni alternative. Io per esempio, sono convinta che la vita dell’espatriato in India non sia altro che un enorme reality show organizzato dagli indiani per gli indiani, a discapito dei non indiani! L’ho chiamato Indianopoli.

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Sopravvivere alla scuola governativa indiana

Quando lavoravo con i teenager in Italia sapevo benissimo come abbindolare i miei inutili adepti, fingevo sicurezza e non dimenticavo mai di dimostrare il mio odio verso i teenager.

Loro sapevano che li odiavo, io sapevo che sapevano e vivevamo bene, non provavo ad ingraziarmeli, non provavo a fare la simpatica, la tipa alla moda, quella sgaia con i piercing e i tatuaggi, quella giovane dalla parte dei giovani, no, io mettevo subito in chiaro che sono dalla parte dei vecchi.

La certezza che lo sfacelo dei teenager italiani non è altro che la conseguenza della fine dei cartoni giapponesi dalle 12 alle 2pm mista a genitori che non danno sberle, mi aiutava a organizzare le giornate, evitando rotture di palle e riuscendo anche a farmi ascoltare.

Tutte le certezze che avevo in Italia, qui in India vengono a mancare.

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Sopravvivere alla miseria.

Il giorno in cui la mia amica è ripartita, lasciando un buco enorme che pian piano si sta riempiendo di zanzare, ho capito che l’arrivo di gente nuova ci aiuta a sopravvivere alla miseria.

La miseria a Pune è ovunque, non la povertà (e anche quella non scherza), io parlo proprio di miseria, quella sensazione, il fatto che sai di essere circondato da gente che ha pochissimo.

La vergogna credo sia una delle pochissime cose che accomuna tutte noi, mogli a seguito. Arrivi in India da un paese del primo mondo e qui non hai nessun punto di appoggio, il primo periodo serve solo a smaltire la vergogna di non essere povero.

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Come sopravvivere all’India.

 

Chi vive in India lo sa, la vita può essere una merda. Non parlo della merda che, a volte, sei costretto ad ingoiare in un paese normale, io parlo proprio di colate di merda che ti cadono addosso con costanza e frequenza regolare. Qui le rotture di palle sono onnipresenti, se a metà mattina ancora non è successo niente inizi a sudare, a temere, a pensare a cosa potrebbe andare male, poi la catastrofe arriva, sempre.

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Sopravvivere al ritorno

Sono appena tornata da una vacanza a Bali, e come ogni ritorno l’India ti accoglie a sberle in faccia. Arrivi da un posto in cui la gente miracolosamente non mente e tu ti ritrovi spaesato, aspetti la fregatura che non arriva e ti chiedi come sia possibile che queste persone vivano di turismo e non provino a fregare i turisti!

Il sospetto è il primo sintomo dell’indianizzazione, se non credi a nessuno, guardi tutti con diffidenza e assumi un atteggiamento aggressivo da subito, allora sei perfettamente integrato in India.

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